L’ospedale unico al posto del centro sperimentale? D’Agostino boccia la proposta del comitato

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I terreni di Contrada Bettina

GIOIA TAURO – I terreni di contrada Bettina che ospitano il centro sperimentale dimostrativo dell’Arssa, al confine tra i comuni di Gioia Tauro e Rizziconi, sono entrati al centro del dibattito mediatico, dopo che i membri del comitato spontaneo di cittadini pro ospedale unico, li hanno indicati come possibile luogo dove far sorgere la nuova struttura sanitaria.
Sostengono infatti che sarebbero da preferire ai terreni scelti a Palmi, perché più vasti e già di proprietà della Regione.

Il documento del comitato non tiene però conto del centro sperimentale che occupa i 17 ettari di terreno in questione.
All’interno del Csd, diretto da Vincenzo Cilona, lavorano 18 persone.

Il personale della struttura dell’Agenzia regionale per lo sviluppo, oltre a occuparsi del servizio di controllo funzionale e taratura delle macchine irroratrici e delle normali operazioni colturali (potatura, concimazione, difesa fitosanitaria, lavorazione del terreno, raccolta e vendita dei prodotti) effettua collaudi sperimentali volti alla diffunsioni di tecniche innovative per produzioni ecocompatibili.

L’azienda ospita il centro pilota regionale per la certificazione sensoriale e per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e ha attivato diverse collaborazioni con università e centri specializzati, per mettere a punto tutte le migliori strategie per migliorare in maniera significativa le coltivazioni di agrumi e olivo.

Una delle sperimentazioni si pone come risultato la possibilità di effettuare la raccolta meccanica con macchine scavallatrici, riducendo in maniera consistente tempi e costi per i produttori. Il Csd è dotato inoltre di una stazione meteorologica elettronica e di una manuale.

La proposta del comitato pro ospedale unico è stata bocciata in modo netto dal consigliere provinciale Raffaele D’Agostino, che ha elogiato il centro dell’Arssa, definendo le piante di ulivo di contrada Bettina «le migliori esistenti».

Lucio Rodinò