Diffamazione, condannato in primo grado Alessio

Il comune di Gioia Tauro
Il comune di Gioia Tauro

Si è definito ieri il procedimento penale a carico di Aldo Alessio, oggi sindaco del Comune di Gioia Tauro, intrapreso a seguito della denuncia-querela per diffamazione presentata da Giuseppe Corrado, già segretario dello stesso Comune.

L’episodio al centro del procedimento nasce durante la campagna elettorale del 2015 quando durante un confronto tra i candidati, organizzato dalla nostra testata, Rispondendo a una delle domande affermò: «Il mio primo atto? Rimuovere il segretario generale del Comune di Gioia Tauro perché è stato incapace ed incompetente di tenere in mano l’organizzazione comunale», «senza però -evidenzia la parte lesa- dare alcuna spiegazione o indicazione sulle asserite e apodittiche incapacità o incompetenze».

Corrado decise di sporgere denuncia ««per la gratuità e infondatezza delle affermazioni, altamente diffamatorie, lesive della sua professionalità».

Ieri il Tribunale di Palmi ha accolto la richiesta del Pm e della parte civile, costituita a mezzo del legale Bruno Ganino del foro di Vibo Valentia e ha condannato l’imputato per diffamazione alla pena di «300 euro di multa, oltre al risarcimento del danno di 1 euro, nella misura richiesta simbolicamente dalla stessa parte civile».

L’avvocato di Aldo Alessio Giuseppe Macino ha annunciato che la sentenza verrà appellata perchè «Alessio non ha diffamato nessuno ma ha detto la verità rispondendo alla domanda di una giornalista su quali sarebbero state le sue prime azioni non appena eletto sindaco».