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Pedà all’attacco: “il decreto Scura è una vergogna”

Riceviamo e pubblichiamo:
Il decreto Scura rappresenta l’ennesima vergogna perpetrata da un burocrate in spregio del diritto alla salute di tutti i calabresi.

Come abbiamo capito e denunciato da un pezzo, dietro il paravento di un piano di “risanamento economico” falsamente presentato tanto amaro quanto indispensabile, si nasconde l’obiettivo turpe, meschino e oramai scoperto di azzerare il welfare state.

Gli anziani, i malati e i poveri sono le prime vittime designate di questo insano progetto che, per la brutalità degli strumenti e la falsità degli argomenti, rinverdisce atmosfere da ventennio che pensavamo superate per sempre. Di fronte alla gravità di una situazione costituzionalmente illegittima e illegale e alla sordità di un paio di tecnocrati che operano in mancanza di mandato elettorale, non resta altro da fare se non alzare il livello di guardia, invitando tutti i responsabili politici territoriali, di qualunque colore, a fare insieme massa critica per resistere come un sol uomo contro una barbarie ipocrita e indecente.

Giuseppe Pedà
Giuseppe Pedà

Oggi, facendomi promotore di un comitato permanente in difesa del diritto alla Salute, inviterò tutti i sindaci della provincia di Reggio Calabria ad unirsi a noi in questa battaglia epocale e dall’altissimo valore simbolico. Nei prossimi giorni, a Gioia Tauro, prenderà perciò forma questo primo nucleo formato da politici e amministratori liberi e consapevoli, pronti a sfidare pacificamente- con le armi della verità e della democrazia- un manipolo di avventurieri venuti in Calabria con l’animo dei colonizzatori.

Organizzeremo dappertutto quindi- senza soluzione di continuità- manifestazioni, comizi di piazza, incontri e dibattiti, coinvolgendo anche la società civile e stimolando sul punto gli organi mediatici.

Non ci fermeremo fino a quando non vedremo invertito un trend malsano, miope e infingardo, dove si chiudono i reparti oggi funzionanti con la promessa di un “Eldorado” futuro che, come dimostra la triste faccenda riguardante la Tecnis e il famigerato ospedale della Piana, è poco più che una presa in giro.

Scura non scambi la gentilezza e l’ospitalità dei calabresi per debolezza o pavidità. La misura è oramai colma.

Inviteremo, infine, il presidente Oliverio, sconcertato quanto noi per le decisioni assunte in tema di Sanità, ad affiancare fattivamente la nostra protesta. Considerata la diffusa sensibilità sociale su un tema così importante non basta qualche saltuaria manifestazione di dissenso. Il Presidente della Regione, legittimo rappresentante di tutto il popolo calabrese, ha il dovere di assumere posizioni politiche in linea con la serietà della situazione.

Il momento della tattica è finito. Ora bisogna schierarsi senza infingimenti per impedire che la deriva classista e antidemocratica in atto finisca in prospettiva per travolgere le istituzioni democratiche, oggi inopinatamente tenute al laccio da burocrati nemici della Costituzione che fanno bassa contabilità economica sulla pelle della gente.

Giuseppe Pedà
sindaco di Gioia Tauro

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