Cuntarè, lo spazio innovativo dove raccontare è raccontarsi

È online il giornalino dell'IC San Giorgio Morgeto-Maropati che apre una finestra sull'emotività

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Cuntarè è un progetto innovativo proposto dall’I.C. San Giorgio Morgeto-Maropati con lo scopo di allargare gli orizzonti dei ragazzi e coinvolgerli in attività innovative, cooperative e collaborative. Nato grazie alla caparbietà dei docenti Carmelita Neri e Angelo Siciliano – da sempre impegnati ad offrire sperimentazioni a livello didattico che possano arricchire il bagaglio socio-culturale dei ragazzi ben oltre l’offerta formativa istituzionale – ed incentivato dalla disponibilità del dirigente Genesio Modesti, il giornalino della scuola, rigorosamente in formato digitale disponibile sulla pagina dell’Istituto, rappresenta un modello di inclusione che permette ai ragazzi di far leva anche sulla loro fantasia e provare a riempire pagine con l’idea di raccontare e raccontarsi.

Ecco che allora interviste, racconti narrativi, articoli con inchieste e disegni – contenuti, tutti, curati dagli alunni delle classi della Secondaria di primo grado – trovano spazio emotivo offrendo agli altri qualcosa di personale. Una pubblicazione interamente autogestita che, per ora, ha coinvolto una ventina di alunni ma che si spera di allargare ad altri gradi e che promette un lungo corso di narrazioni  con l’obiettivo dichiarato di provare ad essere un punto di riferimento per la scuola permettendo ai ragazzi di amalgamarsi, comprendere, riflettere ma soprattutto esprimere le proprie emozioni ed i propri sentimenti, la loro percezione della realtà, elaborando e rielaborando, anche in chiave romanzata o fiabesca, i fatti che li circondano ma anche personalizzando il loro punto di vista critico su temi più variegati.

Un progetto fresco che sfocia in una voce plurale e collettiva messa a disposizione degli alunni per consentire di raccogliere, catalogare e analizzare notizie, cronache e testimonianze alla stregua di un magazine libero, non stereotipato pensato principalmente per esprimere le emozioni perché «ciò che ci interessa è come i ragazzi gestiscono l’emotività e quali possano essere le leve trainanti dell’inclusione e dell’esclusione» ha evidenziato la docente Neri. «Si tratta di un lavoro letteralmente eclettico per temi, forma e strumenti. L’obiettivo è sì lavorare sulla creatività e sulle espressioni delle emozioni ma soprattutto lavorare per mettersi in gioco facendo sì che progetti come questi possano diventare strutturali» ha ripreso il docente Siciliano.

Una pubblicazione, quasi pionieristica in questa modalità e a queste latitudini, che vale assolutamente la pena di seguire con interesse e incoraggiare perché incentiva i giovani «a creare spazi in cui possano esprimere sé stessi senza giudizi, voti e ruoli definiti».