PALMI (4 agosto 2011) – 60 mila euro. E’ questo l’ammontare della pesante sanzione inflitta dalla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro al Comune di Palmi, in seguito al ritrovamento di una fogna abusiva, della quale si servono gli abitanti di due popolosi quartieri della città (rione Palumbo ed il Macello), che scarica direttamente in mare i liquami inquinati.
Lo scarico abusivo è stato scoperto nei giorni scorsi dagli uomini della Capitaneria di Porto, nel corso di una serie di controlli a tutela dell’ambiente e delle acque del mare, che mai come quest’anno sono inquinate.
C’è però dell’altro: A metà luglio, il Comandante della Polizia Municipale di Palmi, Maggiore Francesco Managò, durante l’attività di controllo delle periferie della città insieme all’ingegnere dell’ufficio tecnico comunale Antonino Scarfone ed agli uomini della Delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto, ha trovato una situazione allarmante e del tutto anomala presso la foce del fiume Petrace.
L’estuario del fiume è stato infatti visibilmente deviato verso Palmi dalla mano di persone che hanno pensato di far scorrere in direzione sud, e quindi verso Palmi, i detriti portati dal fiume.
Fossero solo detriti, il problema sarebbe limitato. Ma a defluire nelle acque del fiume sono le acque nere provenienti dagli scarichi abusivi dei comuni dell’entroterra.
L’acqua del fiume è infatti sporca, porta con sé liquami, schiuma e ogni sorta di materiale.
Confrontando la foce attuale con quella che si vede dalle fotografie satellitari scattate negli anni 2003, 2005 e 2007, si può notare senza alcuna difficoltà la differenza morfologica della foce del fiume: nelle immagini degli anni precedenti non presenta alcuna incrinatura mentre oggi risulta fortemente deviata verso Palmi.
Managò ha immediatamente informato i sindaci dei comuni di Palmi e Gioia Tauro ed inviato la relazione alla Procura della Repubblica di Palmi affinché venga accertato il reato.
Viviana Minasi