Palmi, l’impegno della Scuola “Sergi” nella lotta alla violenza di genere

Intervista ad Anna Pizzimenti, impegnata in prima linea nella campagna #SEIOFOSSI

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C’è una parola che non vorremmo mai pronunciare o scrivere. È la parola violenza, che fa credere di essere onnipotente chi la esercita, e distrugge la vita di chi la subisce.

La violenza può colpire – e purtroppo colpisce – tutti: non conosce razza, età, genere. Colpisce, ferisce e troppo spesso uccide.

Novembre è il mese in cui in tutto il mondo viene celebrata la giornata contro la violenza sulle donne, e nonostante negli ultimi anni se ne parli sempre più, si stia cercando di formare delle coscienze ed educare al rispetto della figura femminile, sono ancora tanti i casi di violenza sulle donne.

Ogni 72 ore una donna viene uccisa, in Italia sono 106 i casi di femminicidio dall’inizio del 2018; l’80% delle violenze si consuma in casa, per mano di mariti, fidanzati, ex fidanzati, compagni ed in 4 casi su 100 la violenza si consuma sotto gli occhi di minori.

A Palmi c’è una realtà che si occupa da anni di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo delicato tema, attraverso convegni, dibattiti, incontri con più o meno giovani, campagne social. È la Scuola Superiore di Psicologia Applicata “G. Sergi”, che proprio in occasione del mese dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, ha avvito una campagna per approfondire la tematica della violenza di genere, perché per affrontare e arginare il fenomeno è essenziale, innanzitutto, capirne le dinamiche, conoscere la normativa, ampliare il quadro prospettico in cui la violenza si consuma.

Abbiamo incontrato Anna Pizzimenti, avvocato e docente nella Scuola Superiore “Sergi” di Palmi, ed abbiamo parlato dell’impegno della Scuola di Psicologia a sostegno della diffusione della cultura del rispetto delle donne.

D. Anna, raccontaci cosa può fare una realtà come un ente di formazione per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così delicato quale è quello della violenza sulle donne, e cosa fa, nello specifico, la Scuola “Sergi”.

R. «Sono molti anni che la Scuola Superiore di Psicologia Applicata “G. Sergi” di Palmi è impegnata nella sensibilizzazione e nell’approfondimento della tematica della violenza di genere, perché per affrontare e arginare il fenomeno, è essenziale, innanzitutto, capirne le dinamiche, conoscere la normativa, ampliare il quadro prospettico in cui la violenza si consuma. Per tali ragioni, negli anni, il tema è stato declinato in tutte le sfumature possibili. Siamo partiti nel 2013 con il convegno in cui per la prima volta tutti i club “femminili” attivi a Palmi, Fidapa, Soroptimist, Inner Wheel, Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia, univano le forze per rafforzare la voce contro la violenza e non disperdere energie e pensieri in eventi singoli: nacque da lì il titolo del convegno “Le donne per le donne – Insieme per dire no al femminicidio”. E nacque una sinergia che continua fino ad oggi. In quell’occasione si parlò di femminicidio, delle origini di un termine allora non ben compreso nella sua valenza semantica, si parlò degli studi della Lagarde; quello era l’anno del brutale assassinio di Fabiana Luzi, che sconvolse tutta la società civile, ma in particolare la nostra regione; era l’anno dell’entrata in vigore della legge contro lo stalking.Con continuità, di anno in anno, abbiamo affrontato il tema soffermandoci sulle ricadute che la violenza ha sulla salute delle donne: abbiamo parlato, per la prima volta, di “Salute di genere”. Abbiamo, successivamente, esteso l’indagine alla letteratura, con l’emozionante convegno “Parole Violente”, portando alla luce pagine di testi, di romanzi, di racconti, di resoconti giudiziari in cui la violenza sulla donna era stata raccontata e descritta, anche in prima persona. Nel 2017, nel corso di due manifestazioni molto partecipate, ci siamo soffermati sulle applicazioni della giurisprudenza in materia, prima, e, il 25 novembre abbiamo anche proiettato l’emozionante contributo, in esclusiva per noi, di Minou Tavarez Mirabal, figlia di Minerva Mirabal, eroina e martire della violenza di genere (e di Stato), il cui sacrificio, unitamente a quello delle due sorelle Patria e Maria Teresa, viene ricordato proprio ogni 25 novembre».

D. Quest’anno la Scuola “Sergi” ha lanciato una campagna sui social, #SEIOFOSSI, che sta coinvolgendo davvero molte persone. Cos’è e da cosa nasce questa idea?

R. «Ci siamo chiesti cosa succederebbe o potrebbe succedere se fossimo coinvolti in una situazione di violenza di genere? Sapremmo attivare tutte quelle risorse e conoscenze che sono state propinate, diffuse, condivise nel corso degli anni? O resteremmo inerti e indifferenti, proprio come è accaduto nella tragica vicenda di Désirée Mariottini a Roma a chi le era vicino? E, soprattutto, avremmo il coraggio di esporci in prima persona? Di metterci la faccia? È questo il senso della campagna: girare un video, o scattare una foto, e dire cosa si farebbe, se si fosse lì, messi di fronte alla scelta, alla possibilità di fare qualcosa. Alla campagna è abbinato un concorso per le Scuole Superiori, che si concluderà con un convegno/dibattito che trarrà spunto proprio dai contenuti dei videomessaggi, per approfondire, ancora una volta, ma seguendo gli spunti e i suggerimenti che provengono da chi vuole farsi ascoltare. La campagna, attiva fino al 5 dicembre, si allinea al panorama internazionale: ogni anno l’ONU promuove 16 giorni di attività di contrasto alla violenza di genere, dal 25 novembre al 10 dicembre».

D. È importante, secondo il tuo punto di vista, che se ne parli, anche attraverso i social?

R. «La direttrice esecutiva di UN Women sottolinea come sia fondamentale amplificare la voce delle donne, porre fine alla cultura del silenzio, perché, aggiungo io, è forse la percezione del silenzio e della solitudine intorno a sé, che non incoraggia le donne ad esporsi e a denunciare, per porre fine alle violenze che si subiscono. È questo il senso che abbiamo voluto dare allo slogan della campagna “Orange the World” dell’ONU: HearMeToo=Ascolta Anche Me, che noi abbiamo interpretato con #SEIOFOSSI. La campagna è iniziata e sta procedendo; i partner sono aumentati: oltre alla Fidapa, al Soroptimist, ai Convegni di Cultura “Maria Cristina”, partecipano il Lions Club di Palmi e la sezione di Amnesty International – gruppo 242».