Quando i ricordi d’infanzia illuminano con tinte nitide la scenografia della memoria, il passato, da
dimensione personale, può diventare bene comune e condiviso, in cui ritrovare scampoli di vita
vissuta, che appartengono un po’ a tutti.
È in questa suggestiva dimensione che Caterina Sorbara, scrittrice, poetessa e giornalista,
accompagna il lettore, attraverso la sua ultima produzione letteraria, “La bambina che danzava con
il vento”, per “Città del Sole Edizioni”.
Suggestive e di rango anche la cornice e il contesto che hanno ospitato la presentazione: la Sala “Le
Cisterne”, la piccola arena degli eventi culturali di Gioia Tauro, e il Maggio dei Libri, la campagna
nazionale promossa dal Ministero della Cultura, che si svolge annualmente dal 23 aprile al 31
maggio, coinvolgendo biblioteche, scuole e istituzioni e a cui il Comune di Gioia Tauro ha aderito
presentando un ricco programma. L’incontro, nato dalla stretta sinergia tra il Rotary Club Gioia
Tauro, il Rotary Club Palmi e l’Amministrazione Comunale, si è svolto davanti ad un numeroso,
attento e qualificato il pubblico, a testimonianza del legame profondo tra l’autrice e il suo territorio.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’Avv. Manuela Strangi, Presidente del Rotary
Club Gioia Tauro, dell’Avv. Leda Badolati, Presidente del Rotary Club Palmi e della Sindaca di
Gioia Tauro, Avv. Simona Scarcella, le quali hanno sottolineato l’alto valore culturale
dell’iniziativa. Il cuore dell’incontro è stato il dialogo tra l’autrice e il Dott. Diego Ricciardi, Past
Presidente del Rotary Club Palmi, che ha permesso di svelare l’anima profonda del testo.
Dalle riflessioni emerse durante l’incontro, è emerso come il libro si configuri non come un
romanzo tradizionale, ma come una preziosa raccolta di racconti autobiografici, riflessivi e
immediati, pregevoli perché capaci di narrare, con dovizia di particolari, emozioni, ricordi, ora felici
ora dolorosi, o semplicemente piccole storie, nate dall’ispirazione di un momento.
Sorbara trascina il lettore in un “piccolo mondo antico”, come lei stessa dice, una sorta di “piccola
Macondo” (prezioso e dotto l’omaggio a Gabriel Garcia Marquez) della Piana del Tauro, dove i
ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza prendono vita tra i profumi del mosto e delle zeppole, tra i
canti tradizionali e il calore del camino. Centrale la figura della nonna dell’autrice, metafora di tutte
le nonne del tempo, descritte con un realismo delicato e con una consapevolezza profonda degli
addii che segnano la crescita. L’opera evita, però, ogni idealizzazione ingenua: il passato è dipinto
come uno spazio ambiguo, capace di offrire conforto, ma anche di “imprigionare” chi vi resta
troppo ancorato.
«Amo scrivere racconti, perché sono immediati e, nella loro brevità, condensano tutto», ha spiegato
Caterina Sorbara durante il suo intervento. L’autrice ha condiviso con i presenti la genesi del libro,
nato quasi per caso: «In principio non pensavo a una pubblicazione, ma quando i racconti sono
diventati tanti, ho sentito il desiderio di condividerli. Scrivere mi dona gioia». Molte pagine sono
state ispirate dalle atmosfere autunnali, scritte su una panchina della villa di Cittanova, terra natale
di nonno Ferdinando, osservando le foglie ingiallite danzare nella brezza. Un omaggio commosso è
andato a nonna Grazia, figura chiave di quel mondo ormai quasi scomparso, travolto dalla «civiltà
tecnologica e mediatica».
Toni caldi e forti, come quelli dell’autunno, stagione molto amata dall’autrice, per i suoi colori e per
le suggestioni e la bellezza che evoca. E di bellezza si circondano non solo i racconti, ma anche la
copertina del libro, raffigurante un dipinto intitolato “La Pace” dell’artista Emma Guerrisi di
Cinquefrondi, definito dalla stessa Sorbara “un dono prezioso” per la sua opera.
La serata si è conclusa con un vivace dibattito, durante il quale il pubblico ha rivolto numerose
domande all’autrice, a conferma di quanto i temi del ricordo e delle radici identitarie siano ancora
capaci di far vibrare le corde più intime dell’animo di ciascuno.





