Palmi com’era nell’Ottocento: presentata l’opera degli ingegneri Barbaro e Squillace

Un plastico, che rimarrà esposto fino al 25 Agosto, mostra come era la città a fine Ottocento

Potrà essere ammirato fino al 25 Agosto prossimo il plastico che riproduce in Scala Z (1:220) la Palmi di fine Ottocento, realizzato dagli Ingegneri Andrea Barbaro e Iolanda Squillace.

Il plastico si trova nei locali di Corso Garibaldi n. 49 a Palmi. L’ingresso è gratuito.

Inquieto
Inquieto Inquieto Ape maia Inquieto

La realizzazione del plastico è stata commissionata dall’Associazione “Prometeus” nel 2017; ci sono voluti due anni di studio, ricerca e lavoro per portare a termine il lavoro che ci mostra esattamente come era Palmi a fine Ottocento.

All’inaugurazione erano presenti gli ingegneri Barbaro e Squillace, il sindaco Giuseppe Ranuccio, il presidente del comitato “Varia” Saverio Petitto ed il presidente onorario del comitato “Varia” Armando Veneto.

«Il plastico che Prometeus ha chiesto ai due giovani ingegneri di realizzare è un lavoro di pregio, che rispetta le planimetrie, i volumi e le altimetrie – ha detto Petitto – Al termine dell’esposizione doneremo il plastico in comodato gratuito al sindaco ed al Comune, affinché venga esposto, magari a palazzo San Nicola».

«Ringrazio l’associazione Prometus, in particolare il presidente che ha sostenuto l’iniziativa, e Giuseppe Cricri che l’ha promossa – ha detto l’ingegnere Barbaro – Il lavoro è stato realizzato grazie al supporto fotografico fornitomi da Cricri, che ci ha permesso di conoscere bene i volumi, le planimetrie e le altezze degli edifici dell’epoca».

Ha quindi preso la parola l’Onorevole Armando Veneto: «Le parole pronunciate da Saverio Petitto, “O vi prenderete cura del plastico o ce lo riprenderemo”, sono la metafora di un buon cittadino che chiede al sindaco di farsi da parte se non riesce a portare avanti la città, perché ciò che dona senso all’appartenenza è l’amore verso i luoghi a cui si appartiene. La festa della Varia ha questo significato, quello di unire tutti i palmesi, e il senso di questo plastico è riallacciare nella storia ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà. Per questo io dico di apprezzarlo e di ringraziare chi si è speso per la sua realizzazione». 

«Desidero ringraziare i due giovani ingegneri per il lavoro realizzato, nonché l’associazione Prometeus, per aver promosso e realizzato questo meraviglioso plastico – ha detto il primo cittadino Ranuccio – Le capacità di Petitto e l’impegno di Prometeus sono ormai note, e garantisco che finché ci sarò io alla guida della città, la collaborazione reciproca sarà garantita ed incentivata. Il plastico ha, credo due enormi meriti: intanto il pregio artistico, poi il pregio di rievocazione della memoria storica palmese e una valenza urbanistica che ci ricorda l’evoluzione della città, preservando la reiterazione degli errori commessi».