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Gioia Tauro: Stazione impraticabile per i diversamente abili

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GIOIA TAURO – Come può un disabile accedere facilmente ai binari della stazione di Gioia Tauro, per di più con l’ascensore fuori uso? Praticamente è impossibile. A far notare questo enorme disagio è Aldo Nicoletta, fisioterapista gioiese non vedente dalla nascita.

Da circa tre anni infatti Nicoletta, che tra l’altro viaggia spesso e da solo da quando ne aveva diciotto, riscontra notevoli difficoltà nel ricevere aiuto alla stazione di Gioia Tauro, quantomeno per salire e scendere dal treno.

Pur volendo per un attimo, e solo per un attimo, mettere da parte questo aspetto, Aldo lamenta con rabbia mista a dispiacere, un episodio in particolare che si è ripetuto più volte.

L’ascensore fuori servizio
“Sono tornato domenica scorsa in treno da Torino, – spiega Aldo –  e sono arrivato intorno alle 11 e 40 alla stazione di Gioia Tauro. Il capo treno è sempre informato sulla presenza di un disabile nel suo treno, ed è a sua discrezione decidere se aiutare o meno il disabile stesso. Ebbene, io non sono stato minimamente aiutato ed è una cosa inaccettabile”.

E inaccettabile è dover sentire pronunciare un concetto del genere da una persona che chiede una cosa che dovrebbe essere sua di diritto. Ed aspettarsi che qualcuno decida se sia giusto o meno aiutare una persona in difficoltà.

Nicoletta cerca di essere totalmente indipendente in tutto quello che fa, ogni volta che sale sul suo scompartimento conta i finestrini che lo dividono dal bagno in modo da non dover disturbare nessuno che lo accompagni.

Ma a tutto c’è un limite. Ci sono cose che Aldo da solo obiettivamente non può fare e ci sono persone che nell’aiutare dovrebbero essere spinte non solo dalla legge, ma da un senso civico e una sensibilità che purtroppo non è dettata da nessuna regola.

“Non si può accettare che un disabile abbia queste difficoltà. – ha continuato Aldo – Se ci fosse un disabile in carrozzina da Gioia Tauro non potrebbe partire, dovrebbe andare a Villa San Giovanni o addirittura a Lamezia Terme. E quando io mi trovo sul treno, ho bisogno che mi venga indicata la stazione di arrivo e sapere almeno da quale lato del treno scendere. Se non ci fossero persone nel mio scompartimento io non saprei come fare”.

Sebbene la legge per i non vedenti reciti  che “il servizio di accompagnamento consiste nella possibilità di essere accompagnati appunto sul treno, accolti alla stazione di arrivo ed eventualmente accompagnati al treno successivo, oppure all’uscita della stazione, e in tutti gli ambienti che si trovano all’interno della stessa”, Aldo non usufruisce di nessuno di questi servizi alla stazione di Gioia Tauro.

“I disabili di Gioia Tauro non sono diversi da quelli di Torino, di Roma o di Follonica, hanno tutti bisogno della stessa assistenza. Chiedo quindi, – ha concluso Nicoletta – che le Ferrovie dello Stato si facciano carico di questa situazione e trovino una soluzione al più presto che riguardi anche i casi di emergenza.”

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