Furgiuele: non trasformerò la Lega in una balena verde

Il coordinatore regionale chiude a possibile nuove adesioni affermando di non "volere imbarcare tutti indistantamente"

Domenico Furgiuele

“La Lega non è la moda del momento ma un progetto di prospettiva. Avessi voluto, avrei potuto già trasformarla in una sorta di balena verde imbarcando tutti indistintamente come han fatto altri soggetti politici del passato”.

E’ questo uno dei passaggi della lettera che il coordinatore regionale della Lega Domenico Furgiuele ha inviato alla nostra redazione, 48 ore dopo la pubblicazione dell’articolo sulle scelte del partito di Salvini in vista delle prossime comunali in alcuni centri della Piana.

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Il riferimento alla balena verde è una chiusura netta all’ipotesi circolate nei giorni scorsi a Gioia Tauro sulla possibile adesione dell’ex sindaco Bellofiore.

Simbolo sì, simbolo no

Anche sull’utilizzo del simbolo della Lega in molti centri della Piana, Furgiuele è non solo cauto ma addirittura propenso a non misurarsi in alcune realtà.

“E’ mio dovere informarla – ha scritto il parlamentare – che la Lega valuterà caso per caso l’opportunità di presentare una propria compagine.

Questo significa che in alcune realtà potremmo anche restare fermi un turno qualora lo si ritenesse necessario.

Penso infatti – ha proseguito – che rientri tra doveri di un responsabile regionale di una forza importante, e la Lega lo è, anche quello di non partecipare ad una consultazione elettorale se mancano alcune importanti condizioni di carattere politico”.

La filosofia della Lega

E scrive ancora per dare forza al ragionamento: “Gareggiare per gareggiare, o peggio per dovere di firma, non è prassi compatibile con la filosofia di una Lega che vuole sì radicarsi e allargarsi, ma non sulla base di un fare per così dire emotivo, bensì in forza di una selezione ragionata della propria classe dirigente.

Che deve essere di primo ordine e non invece raffazzonata sul momento. E questo comporta il necessario tempo”.

A questo punto Furgiuele usa l’immagine della balena: “Come ho più volte ribadito, la Lega non è la moda del momento, ma un progetto di prospettiva.

Avessi voluto, avrei potuto già trasformarla in una sorta di Balena verde imbarcando tutti indistintamente come han fatto altri soggetti politici del passato.

Che però poi sono spirati nel volgere di una stagione elettorale”.

Il nome non si spende a prescindere

“Al contrario, il simbolo, – scrive infine – i valori , il prestigio e il nome della Lega non si spendono a prescindere. Essi possono scendere in campo in una realtà locale solo se declinati da gruppi dirigenti che ci credono, al di là della contingenza elettorale. La crescita è un processo che va curato senza accelerazioni incaute. Questo è il principio sul quale si basa la mia gestione