Depuratore: il comitato chiede la sostituzione dei vertici della Iam. I dipendenti difendono l’azienda

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comitato fiume
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GIOIA TAURO – Sono passati 14 giorni dal sequestro della quarta linea del depuratore di Gioia Tauro e ieri pomeriggio improvvisamente la questione è balzata al centro del dibattito gioiese, con una conferenza stampa in cui i membri del comitato fiume hanno chiesto l’azzeramento dei vertici della Iam e maggiori controlli e trasparenza all’Arpacal ed i lavoratori dell’azienda hanno inviato un comunicato stampa (leggi il comunicato integrale), in cui difendono in maniera netta l’operato della Iam e parlano di “sbagli così grossolani”, riferendosi alle analisi che hanno portato al sequestro della Guardia Costiera.

L’eccessiva presenza di metalli pesanti nella linea che si occupa di depurare i rifiuti che arrivano nell’impianto attraverso le autobotti, evidenziata dai risultati delle analisi che hanno portato al sequestro, è la principale preoccupazione che ha spinto i membri del comitato Fiume (rappresentati al tavolo da La Scala, Ventini, Foti, Schillaci e da Pino Pratticò dell’associazione contro i tumori) a convocare la conferenza stampa e a chiedere la sostituzione dell’intero cda della Iam.

La Scala ha ripercorso le iniziative che nel corso degli anni sono state portate avanti dal comitato. Secondo la presidente in passato gli appelli ed i documenti prodotti erano definiti “allarmismo” mentre il sequestro dimostrerebbe che quelle lotte erano basate su questioni reali.

Dopo gli interventi di Pratticò e Lascala la conferenza stampa si è trasformata in un incontro pubblico in cui hanno preso la parola numerosi consiglieri comunali. Cristian Guerrisi (delegato del comune alla Iam) ha garantito il suo impegno per il corretto funzionamento dell’impianto. Nicola Zagarella, che ha dichiarato di rappresentare la posizione dell’amministrazione comunale, ha dichiarato: “Se il depuratore non funziona in maniera corretta lo faremo chiudere”.

In sala erano presenti anche i consiglieri di opposizione Altomonte, Schiavone, oltre a Larosa, Zappalà e Aldo Alessio che hanno fatto un intervento. Il capogruppo del Pd ha definito i sigilli alla quarta linea al depuratore “un fatto storico, la prima breccia aperta dopo venti anni di lotte e di denunce”.

Il sequestro della linea del depuratore sarà uno dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di domani pomeriggio.