Gioia: il depuratore e il Budello al centro del consiglio comunale

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GIOIA TAURO – La bandiera francese, il telegramma di cordoglio inviato al sindaco di Parigi e il minuto di silenzio in ricordo delle vittime delle stragi di Parigi, hanno contribuito a rendere molto meno concitato del previsto consiglio comunale di ieri pomeriggio.

L’assemblea cittadina ha approvato senza grossi problemi i punti all’ordine del giorno e ha sancito il silenzioso ma netto distacco dalla maggioranza di Anna Maria Tomaselli, la consigliera comunale di Forza Italia non ha cambiato posto in aula, ha scelto di non intervenire ma non ha mai votato insieme ai suoi, scegliendo di volta in volta se esprimere il voto contrario o l’astensione.

Il consiglio comunale ha approvato il regolamento relativo alla nuova isola ecologica temporanea ed il cambio di destinazione d’uso urbanistico del terreno confiscato su cui è sorta.

Su quest’ultimo punto il consigliere di Cittadinanza democratica Renato Bellofiore ha definito “azzardata” la richiesta di voto all’interno del consiglio comunale considerato che l’isola è stata aperta il primo di novembre ed il cambio di destinazione d’uso “è il primo passo di un iter che in genere dura diversi mesi”. Sull’argomento la maggioranza ha chiesto l’intervento del dipendente comunale Francesco Mangione che ha assicurato che il comune ha già provveduto ad adempiere tutte le formalità necessarie e che era già possibile fare una sola gettata di cemento.

IL DEPURATORE

La parte finale della seduta è stata dedicata alla discussione sul depuratore e sulla messa in sicurezza del torrente Budello.

L’Assessore alla sanità Annamaria Stanganelli ha definito il sequestro della quarta linea del depuratore uno squarcio importante e ha ringraziato la Procura e la Guardia Costiera per averlo effettuato. “L’unico sistema per capire se vi siano collegamenti tra gli impianti e le malattie – ha detto il vicesindaco – sono gli studi scientifici e noi ci stiamo muovendo in quella direzione”.
Il capogruppo del Pd Aldo Alessio ha ribadito la “necessità di rinnovare il gruppo dirigente all’interno del depuratore che è diventato un gruppo di potere che non risponde alle esigenze del territorio”

“Nel caso in cui dal sequestro dovesse partire un processo – ha proseguito Alessio – il comune dovrebbe costituirsi parte civile. La Iam non fornisce il servizio  come dovrebbe. I soldi che l’azienda ricava dall’arrivo dei bottini – ha proseguito – dovrebbero essere investiti in innovazione tecnologici e per far diminuire i costi del servizio. Perchè invece i soldi vengno utilizzati per le feste e per le squadre di calcio?”. Alessio ha concluso dicendo che il depuratore non deve chiudere ma funzionare bene e che i lavoratori saranno tutelati.

Bellofiore ha rivendicato gli investimenti effettuati durante la sua amministrazione per attenuare il problema del cattivo odore: “Sono stati spesi – ha detto – 700 mila euro per abbattere i cattivi odori grazie allo scrubber sulla prima e sulla seconda linea. Il problema si è attenuato”.

Rosario Schiavone ha chiesto l’introduzione di un sistema di controllo autonomo da parte del comune e ha distinto il problema dell’inquinamento da quella dei miasmi. “Sui miasmi – ha detto mi convince la linea dei gestori che ritengono dipenda dagli scarichi abusivi dei frantoi mentre le acque inquinate dipendono dai bottini”.

Salvatore Larosa ha invitato la politica gioiese a unirsi e farsi valere per risolvere finalmente la questione. “La Iam ci fornisca le carte – ha detto – troviamo degli esperti a spese dell’azienda e facciamoci dare dati certi. C’è stata una ordinanza di sequestro della condotta a mare. Non dobbiamo fare demagogia ma capira cosa succede”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Pino Zappalà che ha detto che i gestori in questo momento “non possono nascondere che sia qualcosa di anomalo”.

Alla fine della discussione è stata condivisa la proposta del sindaco Pedà di stilare un documento dettagliato con cui chiedere tutta la documentazione relativa al sequestro.

“Mallamaci (il direttore generale della Iam) mi ha garantito – ha detto il primo cittadino – che se verrà dimostrato che ha sbagliato, lascerà l’incarico. Il depuratore deve garantire i livelli occupazionali anche senza la linea dei bottini”.

IL TORRENTE BUDELLO

Sulla messa in sicurezza del torrente Budello l’opposizione ha chiesto di risolvere definitivamente il problema per evitare che si viva costantemente in stato di emergenza.
I consiglieri Ranieri e Cavallaro hanno annunciato la ripartenza dei lavori tra il ponte dell’autostrada e quello della ferrovia.

Il consiglio comunale si è chiuso con l’impegno del sindaco che ha detto: “se non risolviamo il problema entro sei mesi mi dimetto. Nei giorni di maltempo ho vissuto momenti terribili. Ringrazio il presidente Oliverio, Raffa, il consigliere regionale Sebi Romeo e provinciale Sciarrone perché sono stati molto attenti a questa emergenza. Abbiamo deciso di sederci a un tavolo e, senza pensare alla specifiche competenze, risolvere una volta per tutte il problema”.