Chiusura Polfer a Gioia: la contrarietà di Cittadinanza democratica

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Riceviamo e pubblichiamo:
polfer gioia tauroIn questi giorni, è alta l’attenzione in merito alle scelte del Ministero degli Interni di sopprimere un consistente numero di presidi di polizia e carabinieri, a livello nazionale, per attuare quella che di fatto dovrebbe essere un’equilibrata revisione della spesa pubblica (spending review).

Dovrebbe, perché in termini di risultati concreti, tali decisioni porterebbero piuttosto ad una consistente penalizzazione di uno dei diritti fondamentali sui quali si poggia la civile convivenza:la sicurezza.

La decisione, in termini numerici oltre che folli, è di chiudere 267 presidi di polizia in oltre cento province e circa 200 caserme dei carabinieri entro l’estate.

Questo,senza tenere conto del non trascurabile particolare che la grave crisi che attanaglia soprattuto la nostra regione, porta ad un aumento dei reati contro la persona.

Nel nostro caso specifico, la chiusura del Posto di Polizia ferroviaria, l’ufficio di Frontiera marittima e la squadra Nautica, non potrebbe che ripercuotersi negativamente sulla quotidianità di ogni singolo cittadino, già esasperato dal dover dare e contribuire anche oltre le proprie possibilità per ottenere, in cambio, sempre meno.

La nostra Regione, in particolare, avrebbe piuttosto bisogno di un rafforzamento di tali attività, altro che tagli.

Ne sanno certamente qualcosa i numerosi cittadini pendolari, che quotidianamente viaggiano e più degli altri sono esposti a potenziali pericoli di sicurezza personale e devono necessariamente poter avere un punto di riferimento efficace, in caso di bisogno.

Ne sa qualcosa la stessa polizia ferroviaria, sempre più impegnata nel contrastare gli episodi di microcriminalità, che certamente non mancano,tipici delle zone ferroviarie dove la varietà e la nazionalità di persone circolanti, impone maggior controllo.

In qualità di seconda città della Provincia e sede del principale terminal di trasbordo del Mediterraneo, (peraltro al centro della questione navi siriane, quindi ancora più da tutelare in termini di sicurezza) è obiettivamente illogico per Gioia Tauro dover sottostare ad una riduzione della presenza delle forze dell’Ordine, proprio quando sarebbe più opportuno, semmai, ottenerne l’aumento.

La reazione è stata,da parte dei sindacati di Polizia, dei sindaci, dei rappresentanti politici di ogni partito e regione e degli stessi cittadini, giustamente contraria a tali scelte.

Fortemente contraria è anche Cittadinanza Democratica ed il nostro sindaco Renato Bellofiore, che ha provveduto ad inviare richiesta scritta giorno 6 marzo, al Prefetto di Reggio Calabria e all’onorevole Angelino Alfano, al fine di ottenere, considerate le circostanze, una revisione del provvedimento proposto.

In un periodo segnato da una grave crisi economica, eventuali tagli andrebbero sì fatti, ma agli sprechi veri,che vanno ricercati in ben altre realtà.

La sicurezza, la salute, il diritto al lavoro e la salvaguardia dell’ambiente sono già stati, nella nostra regione, già fin troppo oggetto di scelte sbagliate. E’ ora di svegliarsi.

Il movimento civico Cittadinanza democratica