Annunziata, la Procura chiede la confisca dei beni

La richiesta è stata formulata dal procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto procuratore Roberto Di Palma

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Ornella Pastore presidente della Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria si è presa 90 giorni per decidere se confiscare o meno il patrimonio dell’imprenditore Alfonso Annunziata.

Come riportato questa mattina da Francesco Altomonte su Gazzetta del sud: “La Procura antimafia di Reggio Calabria ha chiesto la conferma del decreto di sequestro e l’applicazione della confisca del patrimonio”.

La richiesta è stata formulata dal procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto procuratore Roberto Di Palma.

Nella stessa udienza hanno discusso anche i legali di Annunziata, gli avvocati Armando Veneto e Giuseppe Macino, mentre l’avvocato Vincenzo Maiello ha depositato una memoria difensiva.

Il patrimonio

Il maxi sequestro ha un valore di circa 200 milioni di euro. Ne fanno parte le quote sociali di 6 imprese, 85 unità immobiliari, 42 rapporti finanziari e denaro contante per circa 700 mila euro.

L’accusa

Secondo l’accusa, ci sarebbe «un indissolubile rapporto di sinergia economico-criminale» tra Annunziata e la cosca Piromalli.

La difesa

L’imprenditore ha più volte negato questa impostazione. Ha ammesso di avere pagato il pizzo, ma ha sostenuto di non essere in affari con il clan gioiese.

Bucefalo

Annunziata e gli altri membri della sua famiglia sono rimasti coinvolti nell’operazione “Bucefalo”. Un’inchiesta coordinata dalla procura antimafia di Reggio Calabria.

Il procedimento penale

Per quanto riguarda il procedimento penale, il dibattimento del processo di primo grado, che si sta tenendo davanti al collegio del Tribunale di Palmi, si è concluso. Il 17 aprile prossimo inizieranno le discussioni con la requisitoria del pm Di Palma.