Sulle cime del pensiero di Chiara Ortuso: presentata a Palmi l’opera prima della giovanissima scrittrice

"Vuoti d'aria" è un saggio filosofico scritto in forma aforistica


Una sala consiliare gremita ha assistito con interesse alla presentazione del saggio filosofico scritto da Chiara Ortuso, dal titolo “Vuoti d’aria. Sulle cime del pensiero”.

L’opera prima della giovanissima docente palmese di storia e filosofia, è stata introdotta da un saluto fatta dalla dirigente comunale del settore cultura Maria Rosa Garipoli, e dal sindaco di Palmi Giovanni Barone, che prima di cedere la parola al professore Attilio Scarcella, attento “critico” del saggio della Ortuso, si sono a lungo congratulati con l’autrice del libro.

“Questa presentazione è per Chiara – ha detto il primo cittadino – Ho voluto fortemente che si svolgesse in questa sala, dove dal 2012 ad oggi abbiamo realizzato oltre 130 manifestazioni culturali. Ho letto il saggio scritto da Chiara Ortuso – ha aggiunto Barone – e posso dire che nonostante sia un saggio filosofico, è stato scritto in maniera così chiara da poter essere letto da tutti, anche da chi non è un intenditore di filosofia. L’importanza e la straordinarietà di questa giovanissima scrittrice, risiedono nel fatto che rappresenta una voce fuori dal coro: non è facile affrontare certe tematiche, ma Chiara ci è riuscita, ed in maniera eccellente”.

Attilio Scarcella, professore di filosofia, ha “raccontato” il saggio di Chiara Ortuso in maniera critica e puntuale. “Come Nietzsche, Chiara ama le altitudini e le profondità ed ama soprattutto narrarle – ha detto Scarcella – Ho notato, leggendo il saggio, una continua ricerca del non detto, del silenzio, di quel silenzio che ci spaventa ma del quale abbiamo tutti un gran bisogno per rintracciare l’origine del pensiero. Ho apprezzato lo stile aforistico, uno stile che fa in modo che la fruizione del testo avvenga in itinere, in una continua fusione tra l’autore ed il lettore”.

Ma cos’è “Vuoti d’aria”? E’ probabilmente un elogio del pensiero e della scrittura intesa come continua ricerca di una relazione con l’Inavvicinabile. Leggendo “Vuoti d’aria” il lettore si imbatte nei temi dell’amore, della libertà, della bellezza, della solitudine, del lavoro, dell’alienazione.

“Questo mio saggio è per me la nascita di un sogno – ha detto l’autrice Chiara Ortuso – E’ una raccolta di pensieri interrotti che, come i viaggi, hanno necessità di fermarsi per poi riprendere. La mia idea è stata quella di introdurre lampi di pensieri, lanciando degli input al lettore, il quale potrà approfondire e capire meglio i miei brevi messaggi. Scrivere è per me una necessità, che nasce dal bisogno di aprirmi all’altro e di confrontarmi”.

E quel “vuoti”, contenuto nel titolo, non è per la Ortuso una dimensione negativa, non è mancanza né assenza. Al contrario, ha spiegato, “a me piace cogliere la dimensione positiva del vuoto, perché ogni vuoto si può riempire”.