Rosarno: Il “Caso Sorical” anima il consiglio comunale

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ROSARNO – Il “caso acqua” portato agli onori di cronaca dal gruppo consiliare Udc durante gli ultimi mesi, ha animato il primo consiglio comunale in diretta streaming (prima parteseconda parte) della cittadina in riva al Mesìma, svoltosi nel tardo pomeriggio di ieri presso l’auditorium comunale di via Umberto I.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente del consiglio Antonio Bottiglieri, ad agitare gli animi di Udc e Pdl ci ha pensato il dibattito sull’approvvigionamento idrico del comune medmeo avvenuto in seguito all’intervento di Giuseppe Palaia, capogruppo del partito di Casini che, oltre a tirare in ballo i pidiellini:  «non hanno fatto alcuna indagine sul problema dell’acqua né quando era maggioranza (dal 2006 al 2008), né oggi che siedono tra i banchi della minoranza», ha pensato bene di bacchettare il tecnico comunale Luciano Macrì, scelto dalla giunta Tripodi per guidare il settore “Lavori Pubblici” lasciato vuoto dall’Ing. De Maria «dimenticandosi – secondo il consigliere Pdl Agostino Barone – sia del fatto che in maggioranza, negli anni citati, insieme al partito di Berlusconi vi erano anche i casiniani, sia di far parte di una maggioranza dalla quale, spesso e volentieri cerca di smarcarsi perché si sente troppo stretta».

«L’Udc – ha proseguito Palaia – è l’unico partito che ha avuto interesse a spiegare che la città paga tasse salatissime sull’acqua che, per inciso, scorre copiosissima nel proprio sottosuolo. Il mio partito è voluto andare fino in fondo, scoprendo che il caso Sorical nasce nel lontano 2005, da quell’anno l’acqua della società in questione  viene immessa in quantità maggiore rispetto a quella comunale» Tirando in ballo i due pozzi dismessi di contrada “Testa dell’Acqua”, è stato poi spiegato che «i nostri concittadini pagano per 756 lt d’acqua contro una media europea di 300». Questo ha portato l’Udc ad auspicare, dopo aver fatto si che «si riattivassero i pozzi, i contatori e i controlli sui prelievi abusivi», che in futuro vi sia «l’attivazione del ricettacolo di via Messina e la creazione di un nuovo pozzo» che renderà l’ente comunale autonomo da Sorical.

A prendere le difese di Luciano Macrì, parlando di «critiche ingenerose al dirigente», andando contro l’intervento del giovane capogruppo, è stato lo stesso assessore in seno al partito casiniano, Mimmo Scriva, il cui intervento è servito da detonatore per l’attacco al vetriolo del consigliere Agostino Barone (Pdl): «vedo un’Udc confuso, con un assessore che smentisce il proprio capogruppo, le cose quindi sono due o Macrì è un incapace e deve dimettersi o è stato il consigliere Palaia a fallire e bisogna in ogni caso trarne le conseguenze». Rivolgendosi poi al primo cittadino, Barone ha chiesto che «venga inviato tutto l’incartamento alla Corte dei Conti affinchè faccia chiarezza, compreso il faldone riguardante il periodo in cui noi eravamo maggioranza insieme all’Udc».

A vestire i panni del pacificatore ci ha provato Peppe Papasidero, che ha invitato l’amministrazione «ad uscire il prima possibile da Sorical». A scatenare le ire dei giornalisti presenti in sala, infine, è stato l’intervento di Andrea Il Grande, consigliere Pd che ha attaccato i giornali locali «causa di dissidi montati ad arte».

L’altro punto trattato dal civico consesso è stato quello relativo  alla crisi portuale, contesto in cui è emersa la necessità di una forte presa di posizione da parte della politica locale, che deve pretendere di poter concertare le decisioni riguardanti il Porto di Gioia Tauro con la “Medcenter Container Terminal”. La sollecitazione, contemplata del “documento condiviso” passato all’unanimità dei voti, è quella di voler partecipare al tavolo tecnico con la Regione, la Provincia, L’Asi, i Sindacati, Mct e gli altri 2 comuni dell’area per discutere dell’emergenza lavoro.

Francesco Comandè