Risorgimento meridionale, l’adesione di Nino Galloni

L'ex direttore generale del Ministero del Lavoro Nino Galloni a Gioia Tauro, ospite di una iniziativa promossa dal Laboratorio politico per un Risorgimento Meridionale

Nino Galloni
Nino Galloni

Gira ormai a pieno regime il motore del Laboratorio politico per un Risorgimento Meridionale animato dalle iniziative dell’ex assessore gioiese Francesco Toscano.

Il ritorno a Gioia Tauro dell’ex direttore generale del ministero del Lavoro Nino Galloni ha rappresentato il secondo appuntamento del laboratorio in pochi giorni.

Risorgimento meridionale

Francesco Toscano, Diego Fusaro e Giulietto Chiesa
Francesco Toscano, Diego Fusaro e Giulietto Chiesa
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“Il Laboratorio politico per un Risorgimento Meridionale – scrive in una nota Francesco Toscano – dopo avere annunciato alla presenza del giornalista Giulietto Chiesa e dell’ambasciatore Alberto Bradanini la candidatura del filosofo Diego Fusaro per la carica di sindaco della città di Gioia Tauro al fine di dare un segnale di speranza alla disillusa popolazione calabrese e meridionale, ha fatto arrivare a Gioia Tauro anche Nino Galloni, ex direttore generale del Ministero del Lavoro e testa pensante del panorama economico italiano considerato vicino al Movimento 5 Stelle”.

“Galloni (autore del libro L’Inganno e La Sfida) – prosegue Toscano – dopo avere aderito al progetto culturale e politico garantendo un suo impegno diretto nelle forme e nei modi che verranno prossimamente definiti, ha tenuto incollato alla sedia l’uditorio per mezzo di una ricostruzione puntuale e precisa delle cause che hanno condannato negli ultimi 25 anni l’Italia ad un inesorabile declino. A partire dal tema della cosiddetta “sovranità monetaria”.

L’intervento di Galloni

“Le classi più deboli- ha evidenziato Galloni- avrebbero dei vantaggi se si introducesse una moneta locale che servirebbe per aumentare i consumi e mettere in moto l’economia. L’altra soluzione per creare lavoro – ha continuato – sarebbe di non esportare più dal Sud materie prime ma solo prodotti finiti.

Questa scelta, accompagnata da una vera politica sul turismo tesa a favorire l’ingresso di moneta estera nel Paese, darebbe fiato alle asfittiche economie delle regioni meridionali.

Infine – ha concluso l’economista- si è commesso un grave errore quando non si è capito che Gioia Tauro poteva per davvero diventare il centro dell’economia del mediterraneo, preferendo puntare in maniera miope su altre regioni del centro nord”.

“Idee forti e chiare – si legge infine nella nota del laboratorio per un risorgimento meridionale – espresse con rigore scientifico e passione politica.

Binomio indispensabile per tirare fuori dal guado una parte d’Italia che rischia altrimenti di finire inghiottita dalle sabbie mobili della mediocrità, del conformismo opaco e dell’insipienza”.