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Quel memorando 16 novembre 1894

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di Francesco Lacquaniti – Era appena l’alba di mercoledì 31 ottobre 1894 quando a Palmi, presso la chiesa del Carmine, una donna, assorta in preghiera, dinanzi all’antica statua lignea della Madonna del Carmine, rimase pervasa dallo stupore notando che muoveva gli occhi e, pensando a un effetto ottico dovuto a qualche riflesso della luce, nell’immediato non disse nulla a nessuno ma, poco dopo, volle chiedere conferma a un’altra devota vicina a lei.

La notizia, a poco a poco, cominciò a diffondersi in tutta Palmi e la popolazione tra credenti, increduli, persone colte e non, venendo a conoscenza di quanto stesse verificandosi accorse presso la statua miracolosa constatandone, di persona, quanto di prodigioso stesse accadendo. Tra questi vi erano anche Don Carlo Suriano, Arcidiacono della chiesa Matrice, Mons. Leone Gallucci, parroco della chiesa del Soccorso, l’Abate Don Valentino Marino, parroco della chiesa del Rosario, il Cardinale Don Gennaro Portanova, Arcivescovo di Reggio Calabria, e Mons. Don Antonio Maria De Lorenzo, Vescovo di Mileto.

Trascorsi sedici giorni, nei quali gli straordinari prodigi manifestatisi continuarono notandovi, nel contempo, altri, inequivocabili, segni quali il colorito cangiante del volto, la cui espressione era ora triste e ora lieta, le lacrime che scendevano dagli occhi e il sudore che scorreva dalla fronte, unitamente a quello dei muri della chiesa che grondavano acqua, la mattina di venerdì 16 novembre si udì una lieve scossa di terremoto alla quale, nell’arco del giorno, seguitarono altre repliche.

L’atmosfera era, alquanto, strana, infatti, spirava un vento di scirocco e dalla cima dello Stromboli non si scorgeva nessun pennacchio di fumo tant’è che la popolazione impaurita, da quanto stesse accadendo, accorse in chiesa, presso la statua miracolosa, che continuava a manifestare segni prodigiosi, e, in tutta fretta, la portò in processione per le vie del paese. Sul far della sera, giunti in località Arangiara, ecco, all’improvviso, udirsi una forte scossa di terremoto (con epicentro a Palmi), preceduta, e seguita, da rombi assordanti che durarono fino al giorno seguente, ma, nonostante la potenza sprigionatasi e gli ingenti danni materiali che ne conseguirono, si contarono soltanto trecento feriti circa, dovuti al crollo di cornicioni, comignoli e parti di edifici, mentre le vittime furono, pressappoco, otto, anzi, coloro i quali erano al seguito della processione, o vi accorsero nell’immediato al grido di “fuimu figghioli”, si salvarono, praticamente, tutti.

Il miracolo (riconosciuto ufficialmente dalla chiesa cattolica, dell’allora Papa Leone XIII, incoronando la statua della Madonna del Carmine, il 16 novembre 1896 con decreto emesso dal Capitolo Vaticano il 22 settembre 1895), si compì e, in ricordo di ciò, presso il luogo del prodigio, venne collocata, oltre a una piccola statua della Madonna del Carmine, una epigrafe marmorea recante il seguente scritto: “VENERANDA IMMAGINE DI MARIA SS. DEL CARMINE IN PALMI CHE PEI PRODIGI IN ESSA AVVERATI DAL 31 OTTOBRE AL 16 NOVEMBRE 1894 FU INCORONATA PER DECRETO DEL CAPITOLO VATICANO AI 16 LUGLIO 1896”.

Degli avvenimenti perpetuatesi, in quei giorni (con tanto di testimonianze giurate e firmate da persone colte, devote, incredule, indifferenti e quant’altro, espressamente volute da Mons. Leone Gallucci e conservate, tutt’ora, presso l’archivio vescovile della Diocesi di Mileto), se ne occupò il Regio Governo, attraverso una relazione scientifica, appositamente richiesta, e ne scrisse anche la stampa tramite i giornali “Il Metauro” di Palmi, “Fede e Civiltà” di Reggio Calabria e “Il Mattino” di Napoli.

Il terremoto venne, inoltre, descritto dal sismologo Giuseppe Mercalli nel suo saggio, del 1897, sui terremoti della Calabria meridionale e del messinese: “… persone che sostenevano il simulacro della Madonna portandolo in processione, sentirono le sbarre di legno, che avevano tra le mani, alzati da una forza invisibile per ½ palmo circa; in seguito le loro gambe dondolarono in modo da stentare a reggersi in piedi…”.

Da quel memorando giorno la comunità palmese non ha mai dimenticato i prodigi che la Madre di Gesù manifestò e ogni anno, trascorsi gli intensi giorni della sedicina presso il Santuario di Maria Santissima del Carmine, ripercorrendo lo stesso tragitto di quel 16 novembre 1894, ci si ritrova animati da fervida fede portando in processione quella statua miracolosa dall’infinita, sfolgorante e luminosa bellezza.

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