«La Pulizia del Budello spetta alla Provincia che ha un appalto in corso in quell’area»

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Il torrente Budello
Il torrente Budello

GIOIA TAURO – «L’amministrazione commissariale, facendo proprie le preoccupazioni espresse dal Comitato Fiume, ha tempestivamente rivolto alla Provincia la pressante richiesta di volere dare priorità, nell’ambito dei lavori appaltati sul torrente Budello alle opere di pulizia e bonifica degli argini».
Si conclude con queste parole il comunicato stampa diffuso dal commissario prefettizio di Gioia Tauro per rispondere ai rappresentanti del comitato Fiume, che nei giorni scorsi hanno protestato davanti al Comune per la mancata pulizia dell’alveo del Budello e che hanno organizzato per questa mattina, una manifestazione di protesta che dovrebbe portare al blocco della circolazione stradale, su uno dei ponti che attraversa il torrente.

«In relazione alle recenti notizie di stampa – afferma il prefetto Ruberto – circa la lamentata presenza di sterpaglie, detriti e rifiuti lungo gli argini del torrente Budello, corre l’obbligo di fornire alcune importanti precisazioni. Il torrente Budello – prosegue – è da alcuni giorni oggetto, finalmente, dei tanto attesi lavori di messa in sicurezza appaltati dalla Provincia di Reggio Calabria».

«In passato, – afferma ancora Ruberto – anche di recente, durante l’attuale gestione commissariale, erano stati sollecitati non solo l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del torrente ma anche la pulizia e la bonifica degli argini. E’ di tutta evidenza – prosegue il commissario – e non bisogna essere esperti di procedure amministrative per comprenderlo, che, una volta iniziata l’esecuzione dei lavori appaltati, la rimozione delle sterpaglie e dei detriti non può che essere eseguita a cura dell’ente che ha appaltato i lavori».

Ruberto precisa ancora: «un eventuale intervento del comune non solo rappresenterebbe un’indebita interferenza nel cantiere ma esporrebbe anche l’ente a possibili censure da parte degli organi di controllo contabile, per avere sostenuto un ulteriore onere economico su un’area oggetto contemporaneamente di un appalto in corso, da parte di un altro ente pubblico. Nessun palleggiamento di responsabilità – conclude il commissario – dunque nessuno scaricabarile, ma solo il rispetto delle norme».