Primo Maggio, Cgil: «Il futuro si costruisce con lavoro e sicurezza»

Nota stampa del segretario generale Piana, Celeste Logiacco

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Quella di quest’anno sarà la festa delle lavoratrici e dei lavoratori senza cortei per le strade e nelle piazze. Per noi, come sempre, una giornata di festa, di lotta e di memoria, quella delle lotte contadine ed operaie che riconsegnarono il nostro Paese ai valori di libertà, democrazia, giustizia sociale e solidarietà. Il 1 maggio, così come la Festa della Liberazione, sono patrimonio valoriale collettivo ed individuale, un patrimonio che abbiamo il dovere di conservare, difendere e trasmettere.

In questo Primo Maggio del tutto inedito, in cui è necessario mantenere le distanze fisiche imposte dalle misure di contenimento del Covid19, il nostro pensiero è rivolto alle tante lavoratrici ed ai tanti lavoratori, che nonostante l’emergenza hanno continuato a lavorare garantendo la produzione e la commercializzazione dei beni di prima necessità; hanno continuato ad assicurare a tutti noi l’erogazione dei servizi essenziali; hanno presidiato il territorio; hanno garantito la sicurezza contro la diffusione del virus; hanno assicurato l’istruzione, la formazione e l’informazione. 

A tutti coloro che, mettendo a rischio la propria salute e quella delle loro famiglie, con abnegazione e spirito di servizio hanno curato i nostri malati. Ai tanti lavoratori e alle tante lavoratrici di questo Paese che, compiendo fino in fondo il loro dovere, hanno continuato a prestare il proprio lavoro, sacrificando, purtroppo in moltissimi casi, anche le loro vite.  A tutti quei lavoratori, stagionali e non, costretti a lavorare per pochi euro l’ora e in condizioni di vita disumane senza i quali, settori strategici e fondamentali, quali ad esempio l’agricoltura, non possono reggere. Bisogna garantire loro la regolarizzazione e l’applicazione dei contratti di lavoro.

Il nostro pensiero va anche ai tanti lavoratori e alle tante lavoratrici che in questo momento hanno perso il lavoro; ai tanti privati del salario; a chi vivrà per i prossimi mesi con il sostegno economico della cassa integrazione; a chi, con la paura che quel posto di lavoro forse non ci sarà più in futuro, dovrà sostenere se stesso e la propria famiglia; a chi vive con il terrore di ritrovarsi da solo ad affrontare il dopo emergenza.

Oggi più che mai, il lavoro deve tornare ad essere il valore fondante della nostra Repubblica. Bisogna rimettere al centro la persona, il lavoro e i lavoratori. In questo drammatico momento di pandemia, che mai ci saremmo aspettati di vivere, la graduale ripartenza, laddove è possibile, deve essere all’insegna della sicurezza e della legalità, della solidarietà e del pieno riconoscimento dei diritti. Noi vigileremo affinché la ripresa del lavoro avvenga nella massima sicurezza per scongiurare il rischio del contagio.

In questo particolare momento storico temi come lavoro, unità, partecipazione, futuro e servizio pubblico, acquisiscono un significato ancor più simbolico e profondo. Un Primo Maggio che, partendo da questi temi, guardi al futuro prossimo con fiducia e consapevolezza, un futuro in cui è il lavoro che ricostruisce e unisce il Paese.