Porto di Gioia: Scongiurata la mobilità

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ROMA (5 LUGLIO 2011) – Si è concluso con la firma di un documento in cui Mct dichiara la propria disponibilità a rinunciare all’avvio della procedura di mobilità, l’incontro che si è tenuto al ministero dei Trasporti sulla crisi al Porto di Gioia Tauro.

Intorno al tavolo, oltre all’azienda e ai sindacati erano presenti i dirigenti dei ministeri dei Trasporti, del Lavoro e dello Sviluppo Economico, il presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti, l’Autorità Portuale di Gioia Tauro e una delegazione dei sindaci del territorio.

Mct ha rinunciato alla mobilità ma ha confermato integralmente il proprio piano di salvataggio aziendale che prevede 467 lavoratori in esubero. Per loro si ricorrerà alla cassa integrazione e le modalità di attuazione saranno stabilite nel corso delle consultazioni con i sindacati, che inizieranno già domani pomeriggio a Catanzaro presso l’assessorato regionale al Lavoro.

Al tavolo è stato inoltre preso l’impegno a valutare se vi sia la necessità di ricorrere alla cassa integrazione anche per le aziende dell’indotto.
La Regione si è impegnata ad attuare l’accordo di programma quadro che mira a trasformare lo scalo gioiese da “porto di transhipment” a “Polo logistico integrato”.
Altro passaggio importante del documento è quello in cui il Ministero dello Sviluppo economico si impegna a inserire Gioia Tauro nelle aree di crisi (legge 2009) mentre il ministero dei Trasporti ha dichiarato di voler svolgere un’attività di ricognizione e verifica dei fattori che fanno aumentare il gap dei porti italiani rispetto a quelli del Nord Africa (costo del lavoro, tasse di ancoraggio, accise su gasolio ed energia), in modo da poter presentare disegni di legge, compatibili con la legislazione comunitaria, finalizzati a sostenere nel prossimo triennio la competitività delle aziende italiane.

Lucio Rodinò