Operazione Spi.Ga, il pm invoca 38 anni di carcere

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GENOVA – Si è svolta ieri mattina la requisitoria del procuratore di Genova Roberto Cavallone, al termine del processo per i 6 imputati che hanno scelto il rito ordinario, arrestati nell’ambito dell’operazione “Spi. Ga.”. Gli arresti risalgono al mese di giugno del 2011, quando in manette finirono 12 persone nell’estremo ponente. Il Pm ha chiesto le seguenti condanne per gli imputati calabresi finiti a processo: 9 anni per Filippo Spirlì di Taurianova, accusato di usura, estorsione e spaccio di droga; 8 anni per Girolamo Magnoli di Gioia Tauro, accusato di possesso di armi e traffico di droga; 7 anni per Angela Versace di Taurianova, accusata di spaccio di droga e4 anni per Antonio Carbone di Varapodio, accusato di ricettazione e spaccio di droga.

L’indagine è partita a seguito di una denuncia sporta da un commerciante, il quale raccontò agli inquirenti che in un periodo di difficoltà economica decise di rivolgersi a degli usurai, tutti di origine calabresi per riuscire a saldare i debiti. Ma si era rovinato con le sue stesse mani, finendo in un circolo dal quale non era più stato in grado di uscire. La compagnia dei carabinieri di Ventimiglia, aveva convinto l’uomo a sporgere denuncia, sostenendolo per tutto il periodo dell’attività investigativa condotta dal nucleo investigativo Provinciale.

Gli interessi applicati dagli strozzini erano attorno al 130%. Nel corso dell’attività erano state indagate 33 persone di cui poi 11 arrestate a Ventimiglia ma anche nei comuni limitrofi. Alcuni degli arrestati risultavano essere già vecchie conoscenze delle forze dell’ordine in quanto già condannate per associazione a delinquere di stampo mafioso e collegate ad ambienti calabresi della criminalità organizzata.

Il processo è stato rinviato al 23 maggio per le repliche e la sentenza.