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Sanità calabrese, l’ASU chiede chiarezza sugli incarichi alla Dulbecco: voci anche sulle UOC universitarie

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La Segreteria Nazionale della Confederazione Sindacale ASU richiama l’attenzione delle istituzioni regionali e degli organi competenti su alcune procedure amministrative relative al conferimento di incarichi di Direttore di Struttura Complessa facente funzione presso l’Azienda Ospedaliero‑Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro. Da alcune indiscrezioni, sembrerebbe inoltre che le situazioni segnalate riguardino anche il conferimento di incarichi di Direttore facente funzione di Unità Operative Complesse a direzione universitaria, ampliando così il perimetro delle verifiche ritenute necessarie.

Secondo quanto emergerebbe dalla documentazione amministrativa disponibile e dalle segnalazioni pervenute all’organizzazione sindacale, vi sarebbero aspetti che meritano approfondimento sotto il profilo della trasparenza amministrativa, dell’imparzialità dell’azione pubblica e della corretta applicazione delle disposizioni previste dai bandi e dalla normativa vigente.

«La sanità pubblica — dichiara il Segretario Nazionale ASU 24, prof. Alfredo Morrone — non può permettersi situazioni che richiedano piena chiarezza amministrativa, soprattutto quando sono coinvolti incarichi apicali e percorsi professionali di elevata responsabilità. Il rispetto delle regole, della meritocrazia e della trasparenza costituisce un preciso dovere amministrativo, ma anche una responsabilità politica verso i cittadini e verso il personale sanitario».

L’ASU evidenzia come le istituzioni regionali abbiano il compito di garantire il corretto funzionamento degli enti del servizio sanitario e di assicurare condizioni di piena imparzialità nelle procedure pubbliche, nel rispetto dei principi sanciti dall’articolo 97 della Costituzione.

«Non si tratta — prosegue Morrone — di attribuire responsabilità personali o formulare giudizi anticipati, che competono esclusivamente agli organi preposti, bensì di richiamare tutti i livelli istituzionali alla massima attenzione amministrativa e politica. La fiducia dei cittadini nella sanità pubblica passa anche dalla trasparenza delle procedure e dalla percezione di imparzialità dell’azione amministrativa».

L’organizzazione sindacale sottolinea inoltre che il ruolo del sindacato non può limitarsi alla sola tutela economica e contrattuale dei lavoratori, ma deve estendersi anche alla difesa della legalità amministrativa, della dignità professionale e del principio meritocratico.

«Come Confederazione Sindacale — afferma ASU — sentiamo il dovere morale e istituzionale di intervenire ogniqualvolta emergano situazioni che possano generare dubbi, tensioni o sfiducia tra i lavoratori. Il silenzio, in casi del genere, sarebbe incompatibile con la funzione di rappresentanza e tutela che il sindacato esercita nell’interesse collettivo».

L’ASU ribadisce che eventuali criticità amministrative da verificare, ove accertate nelle sedi competenti, potrebbero determinare conseguenze sul piano del contenzioso amministrativo, con possibili riflessi economici e organizzativi per l’ente sanitario. Per questo il sindacato ritiene indispensabile che tutte le verifiche vengano svolte con tempestività, equilibrio e pieno rispetto delle competenze istituzionali.

La Confederazione Sindacale ASU rivolge pertanto un appello istituzionale al Presidente della Regione Calabria, al Dipartimento Salute, agli organismi di controllo interno e al Collegio Sindacale dell’Azienda affinché venga garantita ogni opportuna attività di verifica amministrativa.

«Le istituzioni regionali — conclude il Segretario Nazionale — hanno oggi la responsabilità politica e amministrativa di rafforzare la fiducia dei cittadini nella sanità calabrese, assicurando procedure improntate alla massima trasparenza, imparzialità e tutela del merito. Il sindacato continuerà a esercitare con responsabilità il proprio ruolo di vigilanza democratica e di tutela dei lavoratori, nel rispetto delle istituzioni e della legalità».