Omicidio Musco: proseguono a ritmo serrato le indagini

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La casa di Musco

GIOIA TAURO – È stata effettuata nei giorni scorsi l’autopsia sul corpo del barone Livio Musco.

L’uomo, secondo quanto appreso, sarebbe morto sul colpo, ucciso da uno dei due colpi che il suo assassino gli ha sparato contro, probabilmente quello alla nuca. Il secondo colpo ha attinto Musco in volto.

Livio Musco è stato ritrovato morto sabato sera, poco dopo le 20, nel suo studio in via Valleamena, a pochi passi di distanza dalla caserma dei carabinieri.

Da quel giorno i militari della Compagnia, comandata da capitano Francesco Cinnirella, stanno scavando nella vita privata del barone Musco. Le indagini finora escluderebbero la pista criminale, concentrandosi maggiormente nell’ambito dei rapporti di lavoro e nella vita privata dell’uomo, proprietario terriero.

Musco, latifondista discendente di un nobile casato campano, negli anni ’70 era stato privato di alcuni terreni agricoli, sottratti alla sua famiglia per la realizzazione del porto.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Palmi, Luigi Iglio, sono partite da quella bomba carta esplosa il 17 novembre del 2012 fuori casa dell’uomo. Posizionato sul parabrezza della sua auto, l’ordigno ha distrutto i vetri della vettura e quelli di una finestra dell’abitazione di Musco.

Dal giorno dell’omicidio, la sua abitazione è sotto sequestro.