domenica, 7 Dicembre, 2025
12.5 C
Palmi

Moglie del boss e lavoratori in nero con Reddito di cittadinanza: 18 denunce

Oltre ai furbetti del cartellino, dei falsi invalidi e dei falsi braccianti, negli ultimi mesi l’attenzione dei carabinieri reggini si è concentrata anche sui furbetti del reddito di cittadinanza, le cui elargizioni, se non puntualmente controllate, possono sovvenzionare soggetti intranei o contigui alla ‘ndrangheta.

Nell’ambito
dei sussidi sociali, non di rado, false certificazioni e truffe, consentono a soggetti privi dei requisiti di ottenere denaropubblico, con evidente danno economico e sociale per la collettività, togliendo le risorse a chi ne avrebbe veramente bisogno. I carabinieri, anche grazie alla struttura capillare del territorio con le Stazioni sentinelle dei bisogni e delle necessità della popolazione, tra i numerosi altri, hanno il compito di controllare che tali aiuti pubblici arrivino nelle tasche dei cittadini onesti, in possesso dei requisiti previsti.

A tale scopo, i carabinieri della Compagnia di Taurianova, grazie al coordinato lavoro delle Stazioni dipendenti in vari comuni della Piana di Gioia Tauro, in particolare Varapodio, Giffone, Molochio, San Martino di Taurianova, Cittanova e Cinquefrondi, hanno svolto una generale azione di controllo e verifica dei percettori del reddito di cittadinanza, al fine di verificare la regolarità delle procedure attestative e quindi dell’effettivo possesso dei requisiti previsti.

Da tale operazione
, denominata “Dike”, dalla mitologia greca “Dea della Giustizia, sono emerse una serie di irregolarità a carico di 18 cittadini, con un danno erariale complessivo stimato in circa 50.000 euro, che i carabinieri hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Ottavio SFERLAZZA, e ai competenti uffici dell’I.N.P.S., che hannoimmediatamente interrotto l’elargizione del sussidio.

Variegate sono state le irregolarità emerse dagli accertamenti. Non solo cittadini che svolgevano lavoro in nero, pur percependo il reddito, in bar, ristoranti o in cantieri edili, ma anche un gestore di una officina meccanica del tutto abusiva, con diverse autovetture in attesa, e il proprietario di un salone di parrucchiere che non solo percepiva il reddito di cittadinanza pur lavorando regolarmente, ma si è scoperto avesse formalmente chiuso l’attività 4 anni fa.

Altra frequente tipologia di falsa attestazione ha riguardato la reale residenza e l’indicazione dei componenti del nucleo famigliare, essendo l’elargizione connessa anche all’effettivo “reddito famigliare” e non solo del singolo richiedente: dalla cittadina che, nata, cresciuta e residente in altra regione del nord Italia, ha dichiarato falsamente di vivere in un comune della Piana di Gioia Tauro, ai cittadini rumeni che hanno “aumentato” gli anni della residenza in Italia, da 2 a 10, in modo da poter ottenere il reddito. Tra gli altri, sicuramente emerge un pregiudicato locale che non solo ha falsificato il reale domicilio, ma negli atti compilati ha indicato come residenza un rudere fatiscente e in stato di abbandono, privo di servizi e utenze, inserito in un ampio fondo rurale. Ancora più complessa la vicenda che ha riguardato due coniugi, separati da tempo, in cui l’uomo si è visto bocciare più volte la richiesta di reddito di cittadinanza in quanto inserito fittiziamente nel nucleo famigliare indicato nei documenti dalla ex moglie, a sua volta richiedente il sussidio.

Purtroppo, anche nelle odierne verifiche dei carabinieri della Compagnia di Taurianova è emerso un eclatante caso in cui l’elargizione sociale è stata destinata ad una donna che, nella documentazione prodotta, ha “dimenticato” di segnalare che nel nucleo famigliare non era più presente il marito, importante boss della ‘ndrangheta ristretto in carcere da 6 anni per una condanna definitiva per associazione mafiosa e sottoposto al regime restrittivo previsto dall’art.41bis dell’ordinamento penitenziario.

I controlli sui percettori dei redditi di cittadinanza da parte dei carabinieri continueranno in tutta la provincia di Reggio Calabria al fine di contribuire a difendere e promuovere la giustizia sociale, insieme all’Autorità Giudiziaria e ai competenti uffici dell’I.N.P.S., anche nell’ambito di elargizioni economiche pubbliche.  

I più visti della settimana

Polistena, 35 anni (e non sentirli) per l’Estate Ragazzi

Con il mandato agli educatori, il prossimo 26 giugno,...

Un palmese a Sanremo: Daniele Santaiti tra i massaggiatori ufficiali di Casa Sanremo

C’è un professionista palmese che a febbraio entrerà nel...

Palmi,nuova segnaletica su via Roma: corsia condivisa e limite di 30 km/h per una mobilità più sicura

Il Comune di Palmi introduce una segnaletica innovativa: ecco cosa significa e come interpretarla correttamente

Palmi: Dal Dialogo alla Polemica, il Declino di una Tradizione Politica

C'era un tempo in cui a Palmi si riconosceva...

Assalto a un portavalori sull’A2: rubati due milioni di euro. Traffico in tilt, fiamme in autostrada

I rapinatori hanno bloccato la strada incendiando due auto messe di traverso, trasformandole in una barriera di fiamme che ha costretto il portavalori a fermarsi.

Argomenti

Palmi ci prova ma Melilli la spunta: 1-3 al Palasurace

Le ragazze della Franco Tigano partono forte vincendo il primo set, poi cedono nei successivi parziali contro la seconda forza del campionato, che conferma il proprio valore con una vittoria sofferta ma meritata.

Rifondazione Comunista: sostegno al Sindaco Tripodi e denuncia dell’opposizione a Polistena

Il circolo attacca il PD locale e l’associazione Polistena Futura, ribadendo fiducia nell’Amministrazione comunale e nei cantieri di trasformazione urbana.

Lanternata: la marcia di luce della Scuola Primaria IC San Francesco Palmi

L’11 dicembre alle ore 16 alunni, docenti e genitori insieme per un cammino gioioso che invita alla pace.

Un Baby Pit Stop nella Biblioteca di Gioia Tauro: cultura e accoglienza per le famiglie

Il primo spazio dedicato ai più piccoli in un luogo culturale della provincia di Reggio Calabria, tra lettura, cura e innovazione digitale.

Chiarimento del Comune di Gioia Tauro sulle dichiarazioni attribuite alla Sindaca Scarcella

L’Amministrazione precisa che le uniche comunicazioni ufficiali sono quelle diffuse dai canali istituzionali, invitando a non considerare versioni errate provenienti da terzi.

Inchiesta della Procura di Reggio Calabria: svelato presunto sistema criminale tra società fantasma e ’ndrangheta

Quindici indagati, tra cui imprenditori e pubblici ufficiali, accusati di truffe milionarie, riciclaggio e legami mafiosi.

Prefetta Vaccaro: “Sicurezza nella Piana sotto costante monitoraggio”

Dopo le dichiarazioni della sindaca Scarcella, la prefetta chiarisce: garantita l’attenzione delle forze dell’ordine, invito alla prudenza nei commenti e al rafforzamento delle misure di sicurezza nei Comuni.

Gioia Tauro impugna il piano di stralcio dell’Autorità di bacino

La giunta guidata dal sindaco Simona Scarcella ricorre al Tribunale regionale delle acque pubbliche: “Procedura illegittima, serve la partecipazione dei Comuni per tutelare i territori e garantire lo sviluppo della Piana e della Calabria”.

Articoli Correlati

Categorie Popolari