Maestro: Di Palma chiede 91 anni di carcere

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Il Pubblico Ministero della Dda di Reggio Calabria, Roberto Di Palma, titolare del procedimento "Maestro"
Roberto Di Palma

PALMI – E’ andata avanti per tutta la giornata di oggi la lunghissima requisitoria del sostituto procuratore della Dda reggina Roberto Di Palma, titolare dell’inchiesta da cui è scaturito il processo Maestro, celebrato in parte dinanzi al Tribunale di Palmi con il rito ordinario.

Novantuno anni complessivi di carcere; nello specifico 15 anni di reclusione per Giuseppe Speranza, 14 anni per Antonio Albanese, 13 anni per Alessandro Giorgi, 12 anni ciascuno per Angelo Boccardelli e Pietro Francesco Calipa, 10 anni ciascuno per Rossella Speranza e Francesco Cosoleto e 5 anni di reclusione per Adolfo Fracchetti.

Sono questi gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario a Palmi in un processo nato da un’operazione dei Carabinieri, risalente al 22 dicembre 2009, quando finirono in manette circa trenta persone ritenute affiliate alle due cosche di Gioia Tauro, Molè e Piromalli, i cui rapporti, dopo un decennale sodalizio, si sono raffreddati in seguito all’omicidio del boss Rocco Molè,avvenuto nel febbraio del 2008.

L’indagine del Pm si è concentrata per gran parte sull’attività di importazione all’interno del porto di Gioia Tauro, motivo per il quale Di Palma ha addebitato agli imputati anche la transnazionalità dell’associazione mafiosa.

L’indagine nasce nel 2006 grazie alla collaborazione dei Carabinieri del Ros e dell’Agenzia delle Dogane, e si è avvalsa anche delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Cosimo Virgilio.

Virgilio emerge nella vicenda legata all’acquisto di Villa Vecchia, il lussuoso albergo di Monte Porzio Catone finito nelle attenzione dei Molè, che hanno tentato di acquisirlo con ogni mezzo.

L’imprenditore, titolare della Cargo Service, società che lavora presso il porto di Gioia Tauro, mutò la società in Virgiglio Receptivity, iniziando a occuparsi del settore alberghiero. La conoscenza col boss Rocco Molè avrebbe indotto Virgilio, interessato all’acquisizione dell’hotel, a diventare il prestanome di Molè.

Nel corso delle prossime udienze, toccherà ai collegi difensivi degli imputati cercare di mitigare le pesanti pene chieste da Di Palma; al termine, il collegio giudicante (Epifanio presidente, Mazzuoccolo e Spedale a latere) si riunirà in camera di consiglio per emettere il verdetto.

Viviana Minasi