Il futuro del turismo passa per la Via degli Ulivi

I Comuni di Palmi, Seminara, Melicuccà, Sinopoli, Sant'Eufemia ed l'ente Parco Nazionale d'Aspromonte hanno presentato un progetto a Invitalia che punta alla scoperta del territorio

Si chiama “Via degli Ulivi” ed è il progetto che una rete di Comuni della Piana e della zona pre aspromontana ha in mente, per sostenere una forma di turismo sostenibile, che punti alla scoperta del territorio.

La proposta di finanziamento è stata presentata a Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, e coinvolge i Comuni di Palmi, Seminara, Melicuccà, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Sinopoli e San Procopio, nonché i Parco Nazionale dell’Aspromonte, tutti enti che hanno siglato un accordo.

Inquieto
Inquieto Inquieto Ape maia Inquieto

Il progetto prevede il recupero della vecchia linea delle Ferrovie Calabro Lucane nel tratto compreso tra Palmi e Sinopoli, che sarà parte fondamentale di un percorso per la mobilità lenta, culturale e turistica. L’obiettivo è quello di rendere il percorso fruibile e valorizzarlo quale elemento identitario del territorio e percorso di mobilità dolce, e di connessione tra la Costa Viola ed il Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Si tratta di un’iniziativa senza precedenti in quanto, seguendo una precisa determinazione delle rispettive amministrazioni, stabilisce un elemento di unione e connessione fisica tra gli enti locali coinvolti e può costituire tema identitario e caratterizzante tra gli stessi.

La realizzazione di un percorso tra i vari comuni attraversati dalla “Via degli Ulivi” può essere considerato un ulteriore passo verso quella che in un futuro sarà una necessaria unione degli stessi, perlomeno nella condivisione di progetti di rete, e certamente ha il senso di una sperimentazione verso la realizzazione di programmi di sviluppo comuni per la crescita economica e occupazionale del territorio.

«La nostra rete di ferrovie a scartamento ridotto è una straordinaria opera di ingegneria e audacia costruttiva – spiega l’assessore al ramo Raffaele Perelli – tanto più se rapportato all’epoca di costruzione e alle sfide che gli aspri territori ponevano ai progettisti e alle maestranze. Basti esaminare le “opere d’arte” del sistema ferroviario quali i ponti in pietra parabolici, i ponti in ferro e le gallerie, dove l’elemento funzionale si lega strettamente all’idea progettuale, alla cura dei dettagli costruttivi e al perfetto inserimento paesaggistico, che precorreva di molti decenni concetti che poi sono divenuti elementi fondamentali nella progettazione di infrastrutture moderne. E questo “patrimonio”ingegneristico, che purtroppo rischia di perdersi irrimediabilmente, va assolutamente salvaguardato, e lo “sfruttamento” delle potenzialità di rivalutazione in ambito turistico e non solo ne garantirebbe la giusta valorizzazione».

Il progetto si articola in due fasi e lotti funzionali, i quali prevedono nel primo step il recupero e la messa in sicurezza dell’antica linea ferroviaria, al fine di renderla fruibile e valorizzarla in maniera sostenibile quale percorso di mobilità dolce (pedonali, ippovia, ciclovia, velorail) integrata a un progetto di ricettività diffusa, per un importo di 6 milioni di euro.

Nel secondo step, invece, oltre a quanto previsto della prima fase è ipotizzato il recupero della funzionalità ferroviaria su una parte di tratta, e richiederà complessivamente un investimento di 8 milioni di euro.