Gioia, Romano e Romeo: «Sviluppo del Porto possibile solo con opere complementari»

Riflessione del vice sindaco e dell'assessore ai Trasporti della città sulle opportunità di crescita dello scalo

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L’arrivo della MSC Sixin e la MSC Gulsun hanno enfatizzato l’attività portuale ed il mondo dello shipping guarda con attenzione l’Hub di Gioia Tauro per capire se rimarrà un porto di Transhipment o diventerà un porto Gateway, sfruttando l’opportunità della ZES.

Il Gigantismo navale è un fenomeno che si concretizza nel 2008 quando le più grandi compagnie di Navigazione, tra le quali Maersk e MSC, affidano le prime commesse per la costruzione delle VLBC (Very Large Box Carrier), navi con il numero raddoppiato di slot (posizioni container) sino a 24,000.00 Teu’s.

Inizia cosi, la crisi economica mondiale e le compagnie arrestano le commesse, per riprendere le attività in questi ultimi anni.

Nel frattempo la dotazione strutturale dei porti è cambiata? Non totalmente.

Le Mega Carrier (mega navi) hanno bisogno di gru sbraccianti oltre i 60 mt, causa lo specchio di poppa (larghezza) più esteso rispetto alle tradizionali Mother Vessel. Se pur la profondità d’immersione della chiglia rimane invariata (pescaggio), senza problemi per la profondità dei fondali, preoccupano le elevate movimentazioni in piazzale che devono essere contenute entro le “Call” convenzionali (tempi di ormeggio).

Tempi di ormeggio ristretti e movimentazioni elevate convergono verso la soluzione dell’automatizzazione dei porti.

Con quale ricaduta sul Welfare territoriale?

Bisogna intervenire urgentemente sul retro-porto che non può essere più gestito dal CORAP che si è dimostrato incapace di guidare i processi di industrializzazione delle aree destinate, abbandonandole. Ha fallito quindi la sua missione.

Ed allora le possibilità di ripresa delle aree industriali sono solo 2, o ritornano ai Comuni, dando cosi la possibilità di rilanciare le aree; o l’Autorità Portuale, futura autorità di sistema, di Gioia Tauro potrebbe acquisirne le quote CORAP e gestire cosi anche il retroporto.

Di fatto i più grandi porti del mondo, guardando ad esempio New York, sono governati dall’Autorità di sistema portuale che gestisce il 60% del Territorio, tra cui la manutenzione dei ponti di Manhattan.

In quest’ottica si potrebbe puntare ad un vero e proprio rilancio delle attività di logistica e dell’agro industria che tanto possono dare al nostro territorio valorizzando i nostri prodotti, puntando ad una filiera di qualità.

Ad ogni modo, riteniamo importante l’avvio dell’iter della banchina di carenaggio che può aprire nuove opportunità, dando al porto, la possibilità di offrire più servizi ed incrementare così il lavoro. Allo stesso modo, sarà importante avviare nel breve tempo il lavori per il completamento del gateway ferroviario dopo l’abbandono di Sogemar, che sarà strategico per il futuro del porto, facendo cosi viaggiare le merci su binari, per raggiungere rapidamente il cuore dell’Europa. Per queste ragioni, riteniamo  importante recuperare tutti quei lavoratori che sono rimasti fuori dal mondo produttivo in questi anni. Aziende che operavano nel porto e che hanno lasciato macerie sociali. È giusto pertanto creare le condizioni ottimali anche per questi lavoratori, affinché possano essere inclusi nell’agenzia portuale reinserendoli così nel circuito produttivo, anche in vista del futuro assetto strategico che l’infrastruttura gioiese potrà avere.

Se verranno completate queste opere, cosi da superare il gap con molti porti internazionali, sarà possibile proiettarsi in una nuova dimensione competitiva e di possibilità di sviluppo del territorio.