Gioia: il Lions Club discute di inquinamento e tumori

Al convegno presenti diversi relatori ed esperti per discutere sulla relazione tra inquinamento ambientali e la salute dell'uomo.

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Un incontro dalle tematiche interessanti quello organizzato venerdì scorso a Sala Fallara dal Lions Club di Taurianova “Vallis Salinarum”, presieduto da Leopoldo Muratori.

“Inquinamento ambientale e danni alla salute: dati preliminari del registro tumori”. Questo il nome dell’evento al quale erano presenti moltissimi partecipanti con il fiato sospeso per conoscere i dati forniti dagli esperti.

Dopo la presentazione fatta dal cerimoniere Francesco Romeo e un’introduzione fornita dallo stesso presidente che ha moderato l’intera manifestazione, il primo atteso intervento è stato quello di Giovanna Belmusto, responsabile del dipartimento provinciale Arpacal di Reggio Calabria.

“Prima di lavorare in Arpacal sono una cittadina e tengo alla salute della terra in cui vivo”, ha esordito la Belmusto che ha parlato della relazione tra le acque contaminate e la salute dell’uomo, e dello scorretto comportamento da parte del cittadino stesso.

Nel caso specifico di Gioia Tauro la Belmusto ha fatto riferimento al termovalorizzatore e alla Iam, sottolineandone la presenza dell’autorizzazione Aia, ovvero l’autorizzazione di cui necessitano alcune aziende per uniformarsi ai principi di integrated pollution prevention and control, dettati dall’Unione europea. Aziende quindi sottoposte ad esami periodici e rigorosissimi.

“Tra il 2015 e il 2016 sono stati effettuati controlli sui bottini insieme agli organi di polizia giudiziaria. – ha aggiunto – I risultati non hanno evidenziato nessun problema”.

Qualche problema invece si ha, come già si sapeva, con le due discariche di Marrella.

“Si parla di criticità importanti come la presenza di arsenico e nichel. – ha spiegato ancora la dottoressa – Partirà quindi dal 12 ottobre un piano di caratterizzazione per capire da quale delle due discariche scaturisca il problema e procedere con la bonifica”.

Per quanto riguarda le acque invece, il monitoraggio dei fiumi Mesima, Petrace e Budello, ha rilevato la presenza di immissioni irregolari, come dell’Escherichia Coli. E la presenza di schiuma in mare sarebbe da attribuire per l’80 per cento alla fioritura algale.

E’ stata poi Filomena Zappia, responsabile registro tumori Asp 5 Reggio Calabria, ad analizzare insieme al pubblico i dati acquisiti, “tranquillizzando” per un lato sul fatto che “non ci sia a Gioia Tauro una situazione particolarmente critica. Non ci sono grandi differenze, – ha detto – se comparate con il resto della Provincia. La differenza diventa invece importante, – ha aggiunto – se si compara Gioia Tauro con il pool del registro meridionale”.

La responsabile ha anche però posto l’accento sullo studio “Sentieri” effettuato per ricavare i dati, e su come questi siano calcolati sulla base dell’intera popolazione. “Uno studio approfondito quindi servirà per capire la relazione tra la presenza dei tumori e la vicinanza fisica con le principali fonti di inquinamento presenti”.

All’incontro sono intervenuti Silvana Porcella Fonti, presidente di zona 28, Paola Serranò, specialista oncologo dirigente Uocp Asp di Reggio Calabria, Caterina Romanò, segretaria comunale, Ottavio Sferlazza, procuratore della Repubblica di Palmi, e Antonio Fuscaldo, immediato Past Governatore distretto 108 YA.