Gioia, domani il sit in in difesa dela salute

Promosso dall'Amministrazione comunale. Parteciperà anche il consigliere regionale Giuseppe Pedà

Si svolgerà domani mattina all’ospedale di Gioia Tauro il sit in in difesa della salute promosso dall’amministrazione comunale.

Alla protesta ha aderito anche il consigliere regionale Giuseppe Pedà.

Il comunicato del sindaco

“Ad agosto – ha scritto il sindaco Aldo Alessio in una nota – la popolazione della Piana aumenta in maniera considerevole, l’azienda sanitaria provinciale ha però smantellato l’offerta sanitaria chiudendo di fatto alcuni reparti di supporto al pronto soccorso di Gioia Tauro.

Appena insediati abbiamo subito riscontrato una situazione di assoluta precarietà, per questo motivo abbiamo chiesto un incontro al Generale Cotticelli per garantire il diritto alla salute.
Il nostro appello è però rimasto inascoltato.

Si ricorda che recentemente un operaio del porto di Gioia Tauro raggiunto da malore al petto, è stato soccorso dall’ambulanza dopo ben 45 minuti dalla richiesta di soccorso.

Lo stesso tempo è stato impiegato dall’ambulanza per prestare soccorso al Vicepresidente del Consiglio di Gioia Tauro che è stato colto da malore durante la seduta consiliare.
Chi vive nel nostro territorio rischia quotidianamente di morire per l’inefficienza di chi si dovrebbe occupare di sanità. E’ ora di ribellarsi!

Per questo sabato 3 agosto alle ore 09:00 presso l’Ospedale Civile “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro faremo sentire la nostra voce, tutti i cittadini e le associazioni sono invitate a partecipare.

La nota di Pedà

L’ufficio stampa del consiglio regionale ha diffuso una nota stampa sulla partecipazione di Pedà alla protesta:

Il Consigliere regionale, Giuseppe Pedà sarà presente in maniera ufficiale, come componente della III Commissione Sanità, alla manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale di Gioia Tauro, che si terrà sabato mattina, a partire dalle ore 9, davanti l’ospedale cittadino “Giovanni XXIII”, “per sensibilizzare i Commissari dell’Asp5 di Reggio Calabria e il Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro del debito sanitario in Calabria, gen. Saverio Cotticelli sulla necessità di potenziare il nosocomio gioiese, presidio ubicato in uno dei centri più importanti e popolati della provincia, riattivando i servizi essenziali sia per la tutela della salute dell’enorme bacino di fruitori che per le specifiche problematiche che vi possono essere al porto di Gioia Tauro, con migliaia di lavoratori esposti a rischi quotidiani”.

“Senza dimenticare – continua Pedà – che il capoluogo pianigiano è sede, sia dentro che fuori l’infrastruttura, di importanti presidi di forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e poi ancora Capitaneria e VVFF. Uomini e donne che quotidianamente, per il lavoro che svolgono, potrebbero avere bisogno, come qualunque semplice cittadino, di soccorsi e cure immediate”.

“Ho accettato volentieri l’invito dell’Amministrazione – ha evidenziato Pedà – e lancio un appello particolare alla partecipazione attiva, rivolto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della sanità nel nostro comprensorio”. “In attesa che venga realizzato il nuovo ospedale, occorre ripristinare quelli esistenti, con interventi urgenti e improcrastinabili, per dare un’assistenza sanitaria adeguata ai cittadini, ormai negata da parecchi anni, una battaglia –continua il consigliere Giuseppe Pedà – sto conducendo da circa un anno, ovvero da quando mi sono insediato in Consiglio regionale, non solo a favore del presidio gioiese ma anche di tutte le altre strutture esistenti sul territorio provinciale”.

In ordine alle condizioni del presidio ospedaliero “Giovanni XXIII”, già nel mese di agosto del 2018, Pedà aveva sollecitato ed effettuato un incontro operativo con il personale medico, insieme ai vertici dell’Asp di allora, al fine di definire alcuni interventi per ridare decoro e nuovo slancio al presidio: in quell’occasione, erano stati assunti pubblicamente degli impegni a breve e lungo termine e nello specifico: il ripristino del servizio di Chirurgia in “day surgery”, attraverso una riorganizzazione funzionale anche con l’ospedale “spoke” di Polistena, facendo confluire su quest’ultimo solo gli interventi di chirurgia più importanti. In tal modo sarebbero state rese finalmente attive le sale operatorie, nuovissime e attrezzate, a norma di sicurezza, del “Giovanni XXIII” paradossalmente chiuse!, il potenziamento del personale dei Pronto Soccorsi del territorio, compreso quello di Gioia Tauro; la bonifica dei locali dell’ex Poliambulatorio, ubicati nel piazzale antistante la struttura principale del “Giovanni XXIII”, dismessi molti anni fa per la presenza di amianto sul tetto; l’avvio del servizio innovativo di telemedicina, di supporto alla rete radiodiagnostica provinciale.

“Nel novembre del 2018, a Gioia Tauro – su mia esplicita richiesta – si è addirittura riunita la stessa Commissione Sanità, un avvenimento senza precedenti. Allora, il presidio sembrava destinato a dover rimanere senza la presenza, in servizio o in reperibilità, di un rianimatore, anzi, dell’unico medico anestesista-rianimatore rimasto a garantire il servizio, che era stato trasferito a Polistena, con il rischio concreto di lasciare sguarnito l’ospedale di Gioia Tauro, circostanza poi scongiurata”. Infine, le reiterate richieste di avviare le procedure necessarie alla riapertura del “centro vaccinale di eccellenza” di Gioia Tauro, i cui ambulatori molti anni fa sono stati trasferiti “temporaneamente” nella località di San Ferdinando, “scelta che cozza con l’esigenza di ottimizzazione e fruibilità efficiente ed efficace dei servizi da parte degli utenti e con l’obbligatorietà di favorire l’immunizzazione attiva della popolazione”.