La Fondazione Varia di Palmi ETS prova a rimettersi in moto. Dopo settimane di attesa e un clima di incertezza, il Sindaco f.f. Solidea Schipilliti ha firmato il decreto con cui nomina i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione: Bruno Tigano e Maria Annunziata Sgrò. I due affiancheranno Leonardo Rao, rimasto in carica in regime di prorogatio dopo le dimissioni in blocco del CdA guidato da Antonio Malgeri. Una ripartenza necessaria, che arriva però in un momento in cui la Fondazione si trova al centro di una fase delicata, segnata da interrogativi ancora aperti sulla gestione contabile degli ultimi anni.
Mentre la nuova governance prende forma, continuano a emergere ricostruzioni interne su ciò che sarebbe accaduto nelle settimane precedenti alle dimissioni del CdA a guida Malgeri. Secondo fonti vicine all’Ente, l’ultimo CdA avrebbe operato in condizioni tutt’altro che semplici. Già dalle prime riunioni, infatti, il Consiglio si sarebbe trovato nell’impossibilità di ricostruire in modo completo la situazione economica della Fondazione. Una parte significativa della documentazione contabile degli anni 2023 e 2024 risulterebbe acquisita dalla Guardia di Finanza nell’ambito di attività di verifica, lasciando il CdA senza gli strumenti necessari per una lettura piena e aggiornata dei conti.
A ciò si aggiungerebbe il fatto che, nonostante le richieste formali avanzate per ottenere copie o restituzioni, il materiale non sarebbe stato reso disponibile in tempo utile. La documentazione circolata internamente verrebbe descritta come parziale, frammentaria e insufficiente per predisporre il bilancio 2025 secondo criteri di veridicità e correttezza. In questo quadro, Malgeri avrebbe ritenuto non sussistenti le condizioni per proseguire il mandato, invitando i consiglieri a fare le proprie valutazioni. Tutti i componenti, ad eccezione di Rao, avrebbero quindi deciso di rassegnare le dimissioni.
A complicare ulteriormente il quadro, vi sarebbe anche la mancata nomina dell’Organo di Controllo da parte del Comune di Palmi, socio fondatore della Fondazione. Una figura prevista dallo Statuto e indispensabile per la vigilanza contabile, la cui assenza avrebbe reso ancora più difficile la gestione e la supervisione dell’Ente. Il CdA uscente avrebbe quindi sollecitato il Comune ad agire rapidamente per ricostituire gli organi e ristabilire la piena operatività.
Accanto a queste ricostruzioni, si colloca la posizione ufficiale della Fondazione, espressa dal Presidente Leonardo Rao subito dopo la nomina dei nuovi consiglieri. In una nota, Rao ha rivolto ai nuovi componenti «i più sinceri auguri di buon lavoro», sottolineando che potranno contribuire «con competenza, senso di responsabilità e spirito di servizio» al consolidamento dell’Ente. Sul piano economico, la Fondazione assicura che è in corso un lavoro «strutturato, concreto e monitorato», che avrebbe già prodotto una riduzione dell’esposizione debitoria e che proseguirà con l’obiettivo del suo progressivo azzeramento. Il Bilancio 2025, attualmente in fase di definizione, viene indicato come il documento che restituirà «un quadro chiaro, coerente e pienamente rappresentativo dello stato dell’Ente».
La nota sottolinea inoltre che la Fondazione opera «con serietà, responsabilità e visione», con una governance rafforzata e una struttura organizzativa già attiva sui principali ambiti operativi. Per quanto riguarda la Varia 2026, la Fondazione afferma che le attività stanno procedendo «secondo una pianificazione già avviata e coerente con il valore e la complessità dell’evento», nel rispetto di un patrimonio culturale e identitario che rappresenta un riferimento per l’intera comunità.
Resta però il fatto che, al di là delle rassicurazioni ufficiali, il dato contabile più recente è quello del bilancio 2024, che indicava un patrimonio netto negativo e non conteneva un piano strutturato di copertura del disavanzo. La documentazione relativa al 2025 risulta incompleta, e la reale situazione debitoria della Fondazione resta un capitolo attualmente in fase di definizione, come dichiarato dalla stessa fondazione. Il nuovo CdA eredita dunque un quadro sospeso, in attesa del bilancio aggiornato che dovrà fare chiarezza.
A rendere tutto più complesso c’è anche il calendario politico e organizzativo. Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio porteranno all’insediamento di una nuova amministrazione comunale, che dovrà affrontare il tema della Varia in tempi molto stretti. L’edizione 2026 è prevista per la fine di agosto, e richiede certezze economiche, programmazione e una governance pienamente operativa. Sarà quindi il neo CdA a dover rassicurare la futura amministrazione sulla reale fattibilità dell’evento, presentando un quadro contabile chiaro e una pianificazione coerente.
La Fondazione Varia entra così in una fase decisiva: nuovi organi, un bilancio atteso, una situazione debitoria da definire e un evento identitario da programmare in tempi serrati. La città attende risposte, e il Bilancio 2025 sarà il punto di partenza per capire quale direzione potrà prendere la Fondazione nei prossimi mesi.





