Duplice tentato omicidio a Feroleto: crollano le accuse a Zungri

L'uomo, accusato del tentativo di uccisione di due persone, è stato condannato a tre anni ma per i reati di danneggiamento, detenzione e porto illegale di arma da fuoco

Salvatore Zungri
Salvatore Zungri

Tre anni di reclusione ed un’accusa di tentato omicidio caduta al termine dell’arringa difensiva.

Si conclude così il processo di primo grado a carico di Salvatore Zungri, 33enne di Laureana di Borrello a processo per il reato di tentato omicidio, ma condannato per danneggiamento, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

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Il gup del Tribunale di Palmi ha accolto la tesi difensiva portata avanti dagli avvocati Giuseppe Alvaro e Giovanni Montalto, emettendo la sentenza al termine del giudizio abbreviato, che prevede 3 anni di reclusione per Zungri, escludendo così l’ipotesi del duplice tentato omicidio, inizialmente contestato.

Per Zungri era stata invece richiesta la condanna a 10 anni di reclusione per il delitto di tentato omicidio aggravato ai danni di due persone, entrambe residenti a Feroleto della Chiesa.

Zungri, pregiudicato, era stato arrestato il 3 settembre 2017 a seguito di una denuncia presentata ai Carabinieri di Feroleto della Chiesa dalle persone offese, che avevano riferito che quel giorno, in contrada Trotta, un giovane, da entrambi riconosciuto senza margini di dubbio in Salvatore Zungri, portatosi a pochi metri dalla finestra, ad altezza uomo, della tavernetta dell’abitazione di una delle due vittime designate, impugnando con la mano destra una pistola, aveva esploso alcuni colpi di arma da fuoco calibro 9 x 21 all’interno dell’abitazione.

Uno dei bossoli aveva attinto la parete interna della stanza, fermandosi a pochi centimetri dalla testa di una donna, che era seduta su un divano. Un altro colpo era stato esploso contro il lunotto dell’autovettura dell’altra vittima, parcheggiata nel cortile dell’abitazione.

Secondo la versione resa dalle persone offese, l’azione criminosa rappresentava probabilmente un atto di ritorsione a seguito dell’incendio di un motorino subito la sera precedente dalla sorella di Salvatore Zungri, vicina di casa delle persone offese, ritenute evidentemente dall’imputato responsabili dell’incendio.

L’esame STUB, immediatamente eseguito dagli inquirenti, ha dato esito positivo, evidenziando la presenza di particelle peculiari di esplosioni di colpi di arma da fuoco sulla mano destra e all’interno dell’autovettura di Salvatore Zungri, il quale è stato arrestato e condotto in carcere a Paola.

In sede di udienza preliminare gli avvocati Giuseppe Alvaro e Giovanni Montalto hanno richiesto di procedere con le forme del giudizio abbreviato e, nel corso di un’articolata discussione, hanno tra l’altro sostenuto la mancanza di volontà omicidiaria, sproporzionata rispetto al movente ipotizzato dall’accusa, e, comunque, l’incompatibilità giuridica del tentativo di omicidio con il dolo eventuale, ossia con la mera accettazione del rischio che i colpi di pistola esplosi potessero raggiungere anche le persone offese.

Il giudice, condividendo gli argomenti difensivi, ha escluso il reato di tentativo di omicidio e ha irrogato una pena di tre anni di reclusione per i reati di danneggiamento, detenzione e porto illegale di arma da sparo.

Valorizzando il sensibile ridimensionamento del quadro cautelare i legali hanno quindi richiesto e ottenuto la scarcerazione dell’imputato, che è stato ammesso al regime degli arresti domiciliari.

The studio wedding Lab
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