Nelle scorse ore, il Dr. Girolamo Demaria, in proprio e nella qualità di legale rappresentante
dell’Associazione Culturale “Kalomena”, si è visto costretto a invocare la tutela della Magistratura,
depositando una dettagliata denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Palmi nei
confronti di Nino Cento.
La determinazione di adire le vie legali, su formale deliberazione degli Organismi dell’Associazione
Kalomena, nasce dall’intollerabile gravità delle affermazioni pubblicate a mezzo social network
nella giornata di ieri. Sotto lo schermo di una pretestuosa critica, sono state scagliate accuse
infamanti, epiteti denigratori a sfondo omofobo e radicali falsità che travalicano ogni confine di
continenza verbale, di rispetto della dignità umana e di civile confronto politico.
Il livore espresso nei post censurati tenta maldestramente di infangare non solo l’onorabilità
personale del Dr. Demaria, ma anche la cristallina trasparenza e la rigorosa autonomia
dell’Associazione “Kalomena”, istituzione che da ben trentadue anni rappresenta un presidio di
legalità, bellezza e crescita culturale per l’intera comunità di Cittanova, della Città Metropolitana di
Reggio Calabria e della Calabria, la cui Stagione Teatrale è riconosciuta quale evento di alta
valenza identitaria del territorio.
A fronte di farneticanti accuse riguardanti la distrazione o l’appropriazione illecita di fondi pubblici,
parla il rigore degli atti amministrativi. La determinazione di liquidazione del Comune di Cittanova
(n. 367 del 05/05/2026), paradossalmente allegata dagli stessi querelati, costituisce la prova
documentale più inoppugnabile del perfetto adempimento di ogni obbligo di legge, della rigorosa
tracciabilità dei flussi finanziari e dell’assoluta regolarità della rendicontazione per la XXII Stagione
Teatrale.
L’atto depositato individua non soltanto l’ipotesi di diffamazione pluriaggravata dalla
determinazione del fatto attribuito e dall’uso del mezzo di pubblicità, ma sottopone al vaglio del
Pubblico Ministero la ben più severa qualificazione di calunnia. L’aver accusato scientemente un
cittadino innocente di “fottersi” denaro pubblico, tentando di conferire a tale calunnia una parvenza
di credibilità tramite l’esibizione strumentale di atti pubblici, configura un comportamento di
eccezionale gravità che non può restare privo di sanzione.
Inoltre, le gravissime e calunniose affermazioni che tale soggetto rovescia ininterrottamente, da
anni, su Kalomena e sul suo Presidente ledono gravemente il prestigio, la credibilità e l’immagine
dell’Associazione presso la comunità, gli enti finanziatori, gli artisti e gli spettatori, con il concreto
rischio di compromettere la futura programmazione delle stagioni teatrali e di dissuadere enti
pubblici e privati dal sostegno alle iniziative culturali promosse, arrecando all’Associazione gravi
danni materiali e immateriali.
L’Associazione “Kalomena”, già presieduta da figure come la Prof.ssa Pilare Megale e il Prof.
Mimmo Donato oggi componenti dell’Organo direttivo assieme ad altri stimati e specchiati
professionisti cittanovesi, si fa fiera portatrice di una cultura che rifugge l’insulto bieco, il pregiudizio
e il disprezzo dell’altro. La libertà di opinione è un diritto sacro, ma essa cessa di essere tale nel
momento in cui degrada a linciaggio morale, a gratuita contumelia e a barbarie incivile.
Il Dr. Girolamo Demaria e l’Associazione tutta, certi della prontezza investigativa dell’Autorità
Inquirente — alla quale è stata già richiesta l’acquisizione dei metadati e delle prove digitali,
attendono con serena fermezza che la Giustizia ristabilisca il primato della verità sulla menzogna e
del decoro sulla barbarie.
L’associazione Kalomena e Girolamo Demaria hanno annunciato la costituzione di parte civile nel
processo penale per il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e d’immagine, patiti e patiendi.





