Coronavirus, la lettera di un cittadino palmese residente in Danimarca

«Qui i contagi sono ancora contenuti, ma le misure di prevenzione non sono massicce come in Italia»

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Pubblichiamo la lettera che un cittadino palmese residente in Danimarca ha inviato alla nostra redazione ed alla redazione di un giornale danese.

Sono Vincenzo Zaccuri, uno chef italiano. Vivo in Danimarca da 10 anni ma la mia famiglia si trova in Italia, qualcuno al nord, qualcuno al Sud. Scrivo perché voglio rendere nota a quanta più gente possibile la situazione in Danimarca a seguito della diffusione del coronavirus Covid-19; una situazione grave e difficile.

Nel mio paese di origine, Palmi, ad oggi non si registrano casi di contagio da coronavirus; ad Herlev, in Danimarca, dove vivo da 10 anni, purtroppo sì. Eppure Palmi è una città è strettamente blindata. Grazie alle prescrizioni del Governo, del Ministero della salute, all’impegno del sindaco, molto attento alle esigenze del paese, al lavoro delle autorità competenti, ma soprattutto grazie al buon senso dei palmesi che escono solo in casi di estrema necessità, la diffusione del virus può essere limitata.

Credo che lo si debba fare  anche qui, in Danimarca, altrimenti il virus si continuerà a propagare lentamente facendo molte vittime. Solo restando veramente tutti a casa, chiudendo tutto metropolitana, treni, Hotel, ma soprattutto posti di raduno, si può contenere la diffusione di un virus che ha già mietuto un numero elevato di vittime.

Io vivo a Herlev, dove ancora negozi, attività di ristorazione, sono aperti; l’uso della mascherina non è diffuso, e questo rappresenta un rischio.

Vorrei lanciare il messaggio, chiedendo a tutti di stare tutti a casa: voglio che il mio messaggio giunga alla Regina, al Ministro della Difesa, alla Polizia, ai sindaci di ogni città, ai media, ai giovani, a tutte le mamme che ancora portano i bambini nei parchi a giocare, a quelli che vanno a correre.

Sono veramente poche le persone che vengono controllate, quelle a cui viene fatto il test; quando si chiama il dottore, se la febbre non supera i 38 e non si presentano sintomi, la risposta è solo di stare a casa.

Alcune misure di prevenzione sono state prese venerdì 13 marzo, con la chiusura di aeroporti, ristoranti bar, centri estetici, palestre, ma i parchi sono aperti e sono affollati.

In Danimarca, ad oggi, si registrano 1.226 contagi; 186 persone si trovano in ospedale, 37 in terapia intensiva, i morti sono 9, di cui 5 nel paese dove vivo. Sì, non sono numeri alti, è vero, specie se paragonati ad altri Paesi, come ad esempio la mia Italia, ma perché lasciare che questi crescano? Perché non prendere misure forti? Il virus non bussa alla porta, non ci avvisa: arriva e basta.

Vincenzo Zaccuri