Caso Sissy Trovato, i colleghi pronti ad un sit in di protesta

Di Giacomo: «Diciamo no all'archiviazione delle indagini»

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Tra un mese saranno due anni. Due anni da quel giorno in cui Sissy Trovato Mazza è stata trovata in fin di vita nell’ospedale civile di Venezia, con una ferita di arma da fuoco alla testa. Due anni durante i quali familiari ed amici hanno chiesto – e continuano a farlo – verità e giustizia per fare chiarezza sulle circostanze sospette che hanno portato al ferimento dell’agente di polizia penitenziaria.

Il prossimo 1° Novembre i colleghi della ragazza, originaria di Taurianova, protesteranno contro la possibile archiviazione del caso, con un sit in che si terrà dinanzi al Ministero della Giustizia a Roma.

Ad annunciarlo sono stati Alfo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia penitenziaria e Loredana Viola, presidente del “Comitato civico Sissy la Calabria con è con te”, entrambi dalla parte dei familiari di Sissy nella battaglia per ottenere nuove indagini sull’oscura vicenda che vede vittima la ventisettenne calabrese.

«Siamo sconcertati dal fatto che non siano stati effettuati accertamenti nell’immediatezza dei fatti e che il caso sia stato trattato preventivamente e senza elementi come tentativo di suicidio – ha commentato di Giacomo – Anche ammesso che fosse stata Sissy a premere il grilletto, com’è possibile che sull’arma non vi siano le sue impronte e che sulle sue mani non vi fosse polvere da sparo? E l’ogiva del proiettile che ha sparato? Che fine ha fatto? Sono troppi gli elementi oscuri e inquietanti per ritenere accettabile che si archivi il caso».