Cannatà: «l’acqua di Cittanova è potabile»

acqua cannatàCITTANOVA – Il sindaco di Cittanova beve alla fontana vicina al palazzo municipale. Con questo gesto Alessandro Cannatà ha deciso di rispondere all’opposizione che aveva posto dei dubbi sulla  potabilità dell’acqua.

Prima di bere dalla fontana il sindaco ha incontrato la stampa per tranquillizzare la comunità sulla questione.

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Il primo cittadino ha tenuto a precisare che le rilevazioni che, ogni due mesi, si effettuano sulla totalità delle acque cittanovesi, non hanno mai riscontrato problemi di carattere chimico-fisici e nonostante la possibile presenza di batteri, soprattutto successiva a temporali ed eventi piovosi, l’acqua risulta essere potabile e batteriologicamente pura.

D’altra parte la stessa viene sistematicamente clorata ed al riguardo da circa un mese è in cantiere il progetto per l’installazione di un impianto automatico che in base ai flussi distribuisce la giusta quantità di cloro.

Nessun allarme, dunque, l’acqua di Cittanova è salubre e per Alessandro Cannatà, l’opposizione non dice il vero.

Con riferimento alla cosiddetta “acqua del sindaco”, anch’essa contestata  dall’opposizione, in realtà, per il primo cittadino,  si tratterebbe di un impianto benefico in grado di offrire una novità alla cittadinanza e all’intero comprensorio.

Il progetto consiste nel montaggio di una fontana che distribuisce acqua fredda naturale, acqua fredda gassata e acqua alcalina. Quest’ultima, secondo studi scientifici, sarebbe indicata anche come terapia per il diabete, nefropatie ed altre patologie. Si tratta,  inoltre, di una innovazione vantaggiosa  anche in termini economici e sembra che sia elevato il numero delle città italiane che vantano la presenza di tale sistema.

In conclusione il sindaco ha evidenziato, con dati alla mano, come la presenza di alcuni batteri sia stata rilevata in diverse fontane cittadine anche all’epoca delle passate amministrazioni ed in quantità superiore a quella attuale. «Non mi spiego – ha detto Cannatà – il perché di tanto allarmismo adesso, su una questione che in tempi diversi non aveva catturato l’attenzione da parte delle stesse persone che oggi polemizzano».

Elisabetta Deleo