Budello: La Prociv invita alla calma. I cittadini hanno paura

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GIOIA TAURO (26 settembre 2011) – I tecnici invitano alla calma ma il livello di guardia è alto intorno al torrente Budello dopo che ieri la pioggia ha eroso una parte degli argini tra il ponte di via De Rosa e piazza Tre Palmenti. (Guarda la galleria fotografica)

Nel pomeriggio, al Comune si è svolta una riunione tecnica a cui hanno partecipato gli amministratori della città, i dirigenti provinciali della Protezione Civile, i tecnici del Comune e della Provincia, i progettisti dei lavori attualmente in corso in quel tratto del Budello e i dirigenti della polizia Provinciale.

L’incontro è servito a fare il punto della situazione e a programmare tutti gli interventi per garantire la sicurezza alla popolazione.

«Il livello del torrente è basso e le precipitazioni non sono particolarmente intense. – ha detto Vincenzo Calarco responsabile provinciale della Protezione Civile – Gli abitanti del quartiere possono stare tranquilli».

Molto più caute, invece, le dichiarazioni del sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore. «Il tratto interessato dai lavori merita particolare attenzione – ha dichiarato – l’acqua potrebbe erodere la terra che fa in questo momento da argine». Il primo cittadino ha anche emesso un’ordinanza di sgombero indirizzata ai due abitanti di un’edificio, situato nei pressi del ponte di via De Rosa. La costruzione si troverebbe in «condizioni di precarietà strutturali» e secondo l’ordinanza «la situazione di rischio è stata accentuata dall’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e in particolare dall’esistenza di scavi che incrementano sensibilmente il rischio di crolli».

Secondo il consigliere comunale di Insieme per Gioia Santo Bagalà, l’erosione di ieri non è dovuta al maltempo ma è stata causata dall’impresa che sta eseguendo i lavori. «Sventrando un tratto di torrente molto ampio, hanno indebolito gli argini e creato una situazione di grande pericolo. – ha detto – Per non fare danni avrebbero dovuto procedere per tratti di massimo 25 metri».

Giorgio Morabito, direttore tecnico della Cafissi- Alvaro, ha risposto immediatamente all’accusa: «La nostra squadra è in grado di lavorare ogni giorno per tratti di 50 metri – ha detto – le opere di argine verranno installate presto e il terreno ai lati del fiume non sta cedendo».

La speranza è che smetta presto di piovere e torni il bel tempo. Ogni goccia di pioggia, è per gli abitanti del quartiere Fiume, un segnale di pericolo che fa riaffiorare l’incubo dell’alluvione, vissuto il due novembre dello scorso anno.

Lucio Rodinò