Abbattimento delle barriere architettoniche: al “Pizi” di Palmi il FiabDay

“Superiamo i nostri limiti per sviluppare la cultura della qualità”. È stato questo il leit-motiv della Conferenza indetta dall’Associazione FIABA che si è tenuta presso l’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Nicola Pizi” di Palmi nel giorno 24 Novembre.

Un ricco tavolo di conferenzieri ha illustrato ai giovani l’importanza di sentirsi tutti uguali e speciali perché ognuno è un’entità unica e irripetibile. Se, poi, c’è una disabilità, questo va considerato un valore aggiunto all’essere persona che è quell’alto privilegio che sta alla base di ognuno di noi.

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Il Presidente Nazionale di FIABA ONLUS, Grande Ufficiale OMRI Giuseppe Trieste, ripercorrendo il proprio vissuto, ha raccontato ai giovani il percorso di successo che lo ha portato a divenire Presidente dell’Associazione FIABA, avente come obiettivo quello di promuovere l’eliminazione di tutte le barriere fisiche, culturali, psicologiche e sensoriali per la diffusione della cultura delle pari opportunità per rendere l’ambiente accessibile e fruibile nella qualità percepita dalle persone.

«Per noi tutti è normale discriminare il disabile, anche cercando di tutelarlo troppo. Spesso si fa questo, pensando di rendergli più semplice la vita quotidiana. Invece, non è così. È fin dall’infanzia che bisogna sviluppare il senso dell’inclusione in quei bambini che, un domani, diverranno i cittadini del mondo. E per fare questo, le scuole e l’intera società devono mobilitarsi per strutturare un mondo percorribile da tutti, senza barriere architettoniche che facciano apparire diverso chi è una persona come tutti noi».

Il Dirigente ScolasticoMaria Domenica Mallamaci, ringraziando i relatori per la disponibilità ad organizzare questo incontro nella propria sede scolastica di appartenenza, sottolinea come «la scuola e la famiglia siano quelle istituzioni primarie in cui il giovane viene educato al rispetto di sé e dell’altro. Entrambe le istituzioni, infatti, concorrono alla formazione di menti pensanti e responsabili, chiamate a costruirsi valori, comportamenti, atteggiamenti che li rendano testimoni di una sana convivenza civile, senza creare discrimini mentali su differenze di religione, di sesso e di lingua. La scuola, in condivisione con l’educazione che la famiglia impartisce, anche talora correggendo piccole deviazioni, contribuisce a fortificare lo sviluppo integrale della persona umana attraverso la valorizzazione delle peculiarità di ognuno e di ciascuno, guidando i giovani ad identificare la diversità speciale che caratterizza ognuno di noi».

L’incontro è proseguito con gli interventi di tutti i relatori che hanno messo in risalto come oggi sia più difficile abbattere le barriere mentali, più resistenti a crollare rispetto a quelle architettoniche. Spesso, risulta più facile strutturare una pedana, allargare una porta per consentire la deambulazione di chi sta in carrozzella, ma talvolta i preconcetti mentali sul “diverso” ergono barriere invisibili che impediscono la qualità della vita di chi non può estrinsecare il bello e il buono che la natura gli ha fornito.

«Bisogna, quindi, cancellare i tabù mentali sul diverso, che ancora vigono in alcune famiglie: è finito il tempo in cui i diversabili venivano segregati in casa e nascosti. Ma, adesso, un grande passo deve farlo l’intera comunità sociale: urge il bisogno di scardinare l’idea del diverso, specialmente nel nostro Sud dove ancora troppo poco si è fatto e poco presenti sono le politiche sociali. Le leggi ci sono: bisogna metterle in atto, anche perché il diverso siamo tutti noi quando diventeremo anziani e vedremo scemare la nostra motilità. E se nulla fin lì è stato fatto, sarà poi troppo tardi».

Con queste affermazioni dure, ma vere, Gianfranco Saccomanno, in veste di Vice Presidente dell’AABAC, ha scosso le coscienze dei giovani studenti in un luogo, qual è la scuola, deputato alla riflessione critica su diversi aspetti del sociale. Bisognerà educare, quindi, i futuri ingegneri e gli architetti perché sono proprio loro a progettare una strada, un ufficio che saranno fruiti dall’intera comunità sociale. Solo così facendo si riuscirà a migliorare la qualità della vita percepita.

L’incontro, che ha visto come moderatrice la Presidente AABAC, Rosanna Cannizzaro, è proseguito con un breve spettacolo organizzato dagli studenti e con una piccola mostra di manufatti realizzati dai ragazzi diversabili del Liceo Artistico.

Tra gli ospiti relatori, il Presidente Paralimpico della Regione Calabria, Antonio Scagliola, che ha presentato l’esperienza della diversabilità nello sport in cui oggi, diversamente da qualche tempo fa, si raggiungono traguardi senza limiti mentali o fisici; Giancarlo Simonetta, Presidente Onorario dell’Associazione AABAC, che ha evidenziato come essere diversamente abile voglia dire «avere la fortuna di offrire qualcosa in più rispetto a chi appare normale perché è lì che si affina l’intelligenza umana, superando prima ostacoli fisici e poi  architettonici per estrinsecare le qualità naturali che migliorano la vita del tessuto sociale».

Presente il Sindaco di Oppido Mamertina, Domenico Giannetta, che si è detto disponibile a stipulare un Protocollo d’Intesa con l’Associazione.

Per l’Amministrazione Comunale di Palmi, il Consigliere Rocco Ferraro ha portato i saluti del Sindaco ed ha lodato la pregevole iniziativa di sensibilizzazione del territorio sul tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

The studio wedding Lab
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