Varia di Palmi: si va verso la candidatura Unesco

PALMI –  Ancora un piccolo sforzo, poi per la Varia di Palmi il cammino verso la candidatura a Patrimonio immateriale dell’Umanità potrebbe dirsi terminato.

La fase attuale del percorso verso questo importante riconoscimento, quella cioè della divulgazione, ha previsto una tavola rotonda, tenutasi presso l’Auditorium della Casa della Cultura “Leonida Repaci” di Palmi nei giorni scorsi.

il buon caffè della Piana il buon caffè della Piana il buon caffè della Piana Ape maia

A promuovere l’incontro-conferenza, i firmatari della Candidatura della Varia di Palmi a Patrimonio dell’Umanità, in collaborazione con il Comune di Palmi. Il dibattito, moderato da Salvatore Panetta, presidente dell’Associazione “I.Ca.Ro – I Calabresi di Roma”, ha visto la partecipazione dei responsabili delle associazioni cittadine promotrici dell’iniziativa “Un euro per la Varia”; della coordinatrice della Rete, Patrizia Nardi; dell’assessore provinciale Edoardo Lamberti Castronuovo; del parroco don Silvio Mesiti e dell’Antropologo catalogatore docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

«Questa di oggi è una di quelle occasioni che fa rinascere l’orgoglio dell’identità – ha esordito l’assessore provinciale Lamberti Castronuovo – La festa della Varia, emblema di Palmi, deve trasformarsi nel simbolo dell’intera Calabria onesta, della Calabria della gente perbene e che vale, e la Provincia è ben lieta di sostenere iniziative come questa».

Ma la festa della Varia, seppur popolare, ha un forte legame con la religione, e lo ha ricordato bene don Sivlio Mesiti nel suo intervento. «E’ desiderio di tutti far divenire la Varia una festa religiosa, nonostante la sua forte impronta laica – ha detto don Silvio – Dobbiamo tutti comprendere le radici di questa festa, legate al culto della Vergine della Lettera , radici uniche ed insostituibili». Don Silvio ha anche chiarito la sua posizione riguardo alle festività cittadine: « Io sono per celebrare tutte le feste, perché anche queste sono al servizio dell’uomo».

Nel suo breve intervento, Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete delle Macchine a spalla, ha ricordato le diverse iniziative a sostegno della festività: «La candidatura Unesco della Varia apre ad un percorso che è fatto di valorizzazione e tutela su cui purtroppo non esiste ancora oggi una legge Quadro – ha detto la Nardi – Apprendo con molto piacere che l’Unesco funziona, perché fa in modo che si parli della Varia anche fuori “stagione”, ma soprattutto mi rende felice sapere che tutto questo è nato spontaneamente da un comitato di cittadini che ha promosso la catalogazione. Ricordiamoci che la prima cosa da catalogare, è la festa».

Al termine del giro di interventi, Tommaso Rotundo, il catalogatore che ha eseguito i lavori di schedatura di tutto il materiale storico e folkloristico che riguarda la festa, ha consegnato il catalogo ad Eugenio Crea, coordinatore del comitato cittadino “11 gennaio 1582”, raccontando brevemente la sua esperienza. «Il mio lavoro a Palmi è stato intenso anche se doppio, dovuto al fatto che ho visto la festa della Varia non dal vivo ma attraverso i filmati. Ricostruire e descrivere le fasi della festa, grazie all’aiuto della gente del posto, è stato per me molto educativo ed interessante».

Viviana Minasi