“Ti sparo, Tanino”. Le minacce alla famiglia Cianci da parte dei Cristiano

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“Tanino ti sparo, copriti le spalle pisciaturi!”. Ha inizio così, con una telefonata anonima fatta a ridosso della vigilia di Capodanno dello scorso anno, la triste e drammatica vicenda che ha coinvolto la famiglia Cianci di Reggio Calabria, proprietaria di una farmacia a Rosarno.

Sono da poco passate le 18.00 del 27 dicembre 2015 quando Gaetano Cianci, noto farmacista a Rosarno, riceve sul proprio cellulare una chiamata anonima. “Ti sparo”, dice la voce dall’altra parte del telefono. E’ un uomo dal forte accento calabrese che chiama Cianci con il suo diminutivo, Tanino.

Gaetano Cianci non ha dubbi, si tratta di una chiamata di minaccia; il giorno successivo si reca a Gioia Tauro dai carabinieri per sporgere denuncia. Riceverà diverse altre chiamate, tutte dal contenuto minaccioso, nei mesi successivi, tutte regolarmente denunciate ai carabinieri che hanno dato avvio ad un’indagine lunga, terminata questa mattina con tre arresti.

Sono finiti in manette Francesco Frajia, 44 anni, pregiudicato originario di Locri e residente in provincia di Cremona, Renato Maria Cristiano di 54 anni ed il fratello Maurizio Gerardo Cristiano, di 60 anni, entrambi nati a Sambiase e residenti a Montecatini il primo ed a Pistoia il secondo. I tre son accusati di tentata estorsione in concorso, aggravata dalla metodologia mafiosa.

Renato Maria Cristiano, medico ortopedico, è marito di Alessandra Cianci, figlia di Gaetano. I due si stavano separando.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati in fase investigativa dalla Procura Antimafia reggina retta dal procuratore capo Federico Cafiero de Raho, Renato Maria Cristiano avrebbe assoldato insieme al fratello Maurizio un uomo, Francesco Frajia, per portare a termine l’attività di estorsione. I Cristiano avrebbero tentato di colpire Gaetano Cianci ed i figli, Alessandra e Rocco servendosi di Francesco Frajia; all’origine del tentativo di estorsione non ci sarebbe stato solo uno scopo di carattere economico, ma anche una vendetta personale legata alla separazione in corso tra Renato Cristiano e la moglie, Alessandra Cianci.

I precedenti 

I Cianci non sono nuovi alle minacce ed ai tentativi di estorsione. Tra il 2 febbraio del 1994 ed il 30 ottobre del 1995 i Cianci subiscono tre rapine in farmacia. Nel 2000 la famiglia Cianci riceve ben due richieste estorsive nel giro di pochi mesi, tra il 2001 ed il 2011 ancora minacce telefoniche, un incendio fuori la farmacia, danneggiamenti con colpi di arma da fuoco alla saracinesca della farmacia, chiamate anonime, richieste estorsive.

Le minacce riprendono a dicembre del 2015 e vanno avanti fino ad agosto di quest’anno.