Tentata estorsione alla ditta che lavorava in piazza I Maggio: assolto un palmese

Si tratta di Andrea Ioculano, 32 anni, accusato di concorso in tentata estorsione. Condannati gli altri due imputati

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Piazza I Maggio

È terminato con l’assoluzione il processo di primo grado a carico di Andrea Ioculano, 32 anni, di Palmi, accusato di concorso in tentata estorsione ai danni della ditta incaricata di svolgere i lavori di riqualificazione di piazza I Maggio a Palmi.

Il giudice del Tribunale di Palmi, Francesco Jacinto, ha respinto la richiesta di condanna a tre anni fatta dal pubblico ministero, assolvendo l’imputato, proprietario di un’attività commerciale proprio in piazza I Maggio.

Andrea Ioculano era difeso dall’avvocato Giuseppe Alvaro.

Sono stati, invece, condannati alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione i due coimputati, D. M., di Seminara, e V. M., di Palmi, entrambi difesi dall’Avvocato Giovanni Piccolo, per i quali il Pm aveva richiesto rispettivamente anni 3 e anni 3 e mesi 6 di reclusione.

L’indagine era stata avviata dagli agenti del Commissariato di polizia di Palmi ed era sfociata nell’emissione, da parte del Gip, di un’ordinanza cautelare a carico dei tre giovani coinvolti nell’inchiesta, confermata successivamente dal Tribunale del Riesame.

A Ioculano veniva contestato di aver svolto il ruolo di intermediario nella richiesta di pagamento di una tangente avanzata dai presunti estorsori, i quali, dopo essere stati due volte nella sede della ditta esecutrice dei lavori, pretendendo di fissare un incontro con il titolare, avrebbero fermato il 26 gennaio 2016, lungo la strada Palmi – Ponte Vecchio, l’autovettura in cui viaggiavano gli operai della ditta, intimando loro di non tornare a lavorare nel cantiere di Palmi il giorno seguente, e di riferire al datore di lavoro che si sarebbe dovuto recare l’indomani presso il bar di Ioculano, il quale, secondo l’ipotesi accusatoria, gli avrebbe dato indicazioni su come entrare in contatto con i due.

Le prove di accusa consistevano nei numerosi verbali delle sommarie informazioni raccolte dagli agenti del Commissariato di Palmi e nelle intercettazioni telefoniche ed ambientali disposte dagli inquirenti.

A carico di Ioculano, in particolare, vi erano le dichiarazioni rilasciate da un informatore di polizia, il quale lo aveva chiamato in causa asserendo di aver appreso del suo coinvolgimento direttamente dal titolare della società appaltatrice dei lavori.

In dibattimento l’avvocato Giuseppe Alvaro, per dimostrare l’innocenza del giovane palmese, ha sollecitato il confronto tra l’informatore di polizia e la persona offesa, dal quale sono emersi spunti difensivi utilizzati dal legale per sostenere l’inattendibilità dell’informatore e la fragilità degli elementi accusatori a carico di Ioculano.

Al termine della complessa discussione, il Tribunale ha pronunciato sentenza assolutoria nei confronti di Andrea Ioculano, mentre ha ritenuto fondate le tesi accusatorie illustrate dal Pm Rossello nei confronti degli altri due imputati.