Taurianova, 4 arresti per favoreggiamento della latitanza di Giovanni Sposato

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Quattro persone sono state arrestate dal personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Cittanova, con il supporto delle pattuglie dei Commissariati di Gioia Tauro, Polistena e Taurianova, al termine di lunghe attività investigative, nell’ambito dell’operazione “Shotgun”.

Le quattro persone sono indagate per favoreggiamento personale dell’ex latitante Giovanni Sposato, accusa aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa di cui l’uomo è ritenuto elemento di vertice.

Le indagini, svolte dagli investigatori del Commissariato di Cittanova in collaborazione con la Squadra Mobile di Reggio Calabria e coordinate dal Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e dal Sostituto Procuratore Giulia Pantano della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore dr. Giovanni BOMBARDIERI, sono iniziate il 13 Luglio 2017, all’indomani dell’operazione “Terramara-Closed”.

In quell’occasione Sposato si sottrasse all’esecuzione del relativo provvedimento cautelare; le indagini avviate dagli inquirenti, svolte con metodi investigativi tradizionali e con il supporto di strumenti tecnologici, hanno consentito oggi, alle prime ore dell’alba, di fare scattare le manette ai polsi, nei confronti di Antonio Fucile classe ’72, Giuseppe Rao classe ’61, Giovanni Sposato classe ’90 e Giovanni Sposato classe ’91.

In particolare, gli elementi investigativi acquisiti tra il 12 Luglio 2017, data in cui Giovanni Sposato riuscì a fuggire alla cattura, ed il 7 Giugno 2018, giorno del suo arresto, hanno consentito di ricostruire la rete di favoreggiatori che lo aiutarono a sottrarsi all’esecuzione del provvedimento cautelare pendente su di lui.

In quella data, infatti, alle ore 16.00 circa, Sposato si presentò – accompagnato dai suoi parenti – al pronto soccorso di Polistena per ricevere cure mediche, dopo aver accusato problemi respiratori. A causa delle note patologie di cui era affetto il ricercato e grazie al costante monitoraggio delle attività tecniche attivate, gli investigatori risalirono alla presenza dell’uomo in Ospedale a Polistena. Infatti, recatisi tempestivamente sul posto sono riusciti ad avvistarlo nella sala del Pronto Soccorso, mentre i medici erano intenti a prestargli le prime cure.

Contestualmente all’arrivo presso l’Ospedale del personale operante del Commissariato di Cittanova, l’Ufficiale responsabile della Squadra Investigativa del Commissariato ricevette la telefonata dal legale di fiducia del ricercato il quale gli comunicava che il suo assistito si trovava all’ospedale di Polistena e che voleva costituirsi.

La ricostruzione degli eventi portò a comprendere che, in realtà Sposato, così come confermato dal G.I.P., non aveva alcuna intenzione di costituirsi, anzi, quello spostamento doveva avvenire il più possibile “in anonimato”, cosi come dimostrato dalla presenza dei fiancheggiatori e di alcuni familiari all’esterno della struttura ospedaliera mentre erano intenti a controllare la zona circostante e che aveva chiamato il suo legale solo allorquando si era reso conto della presenza della Polizia sul luogo.

Dalle attività investigative è stato possibile delineare i ruoli svolti dai vari fiancheggiatori:

  • FUCILE Antonino, soggetto non in rapporti di parentela con gli SPOSATO, ma da sempre legato alla famiglia (aveva lavorato per molti anni in numerose imprese riconducibili al gruppo SPOSATO) metteva a disposizione di SPOSATO Giovanni un’abitazione di sua proprietà sita in contrada Latinis di Taurianova;
  • SPOSATO Giovanni cl. 1990 e SPOSATO Giovanni cl. 1991, erano coloro che fornivano supporto al latitante, assicurando inoltre il necessario scambio di informazioni con la sua famiglia.
  • RAO Giuseppe, infermiere professionale presso il reparto di cardiologia dell’ospedale di Polistena, il quale ha garantito al latitante consulti sanitari e, in occasione del suo ricovero in ospedale il 7.6.2018, si è attivato affinché egli ricevesse tutte le cure del caso e ad assicurare la riservatezza della sua catena comunicativa al fine di sottrarlo alle ricerche delle Forze dell’Ordine .