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San Ferdinando, il prefetto ha incontrato i migranti dopo la manifestazione

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La manifestazione dei migranti
La manifestazione dei migranti

Circa 200 lavoratori stagionali africani ieri mattina hanno sfilato in corteo per le via di San Ferdinando per chiedere il ripristino dell’energia elettrica all’interno della tendopoli, condizioni di vita dignitose ed il rilascio dei documenti di identità.

La protesta è stata coordinata dagli attivisti della rete campagna in lotta.

I manifestanti, partiti dal campo situato nell’area industriale del porto di Gioia Tauro, sono arrivati davanti al comune di San Ferdinando, dove una delegazione di migranti è stata ricevuta dal sindaco Tripodi.

Insieme ai migranti, al primo dirigente del commissariato di Gioia Tauro Diego Trotta e al comandante della Compagnia dei carabinieri Gabriele Lombardo, ha partecipato all’incontro anche Veronica Padoan, referente della rete Campagna in lotta e figlia del ministro dell’Economia Piercarlo.

Gli impegni del sindaco

Andrea Tripodi si è impegnato a effettuare una verifica tecnica per capire se ci siano le condizioni per erogare nuovamente la corrente elettrica dopo che nei giorni scorsi era stata sospesa per motivi di sicurezza.

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Il sindaco non ha potuto invece sbilanciarsi sull’altra richiesta, quella relativa alla velocizzazione dei tempi per il rilascio dei documenti.

«Il nostro – ha detto – è un comune piccolo, il personale è numericamente limitato e non è in grado di rilasciare immediatamente un numero così alto di carte di identità. Questo è un fatto nuovo, la presenza di numerosi immigrati mette a dura prova la capacità di servizio rispetto alle nuove esigenze».

Il prefetto

All’ora di pranzo è arrivato a San Ferdinando anche il prefetto Michele Di Bari.

«Il confronto è importante – ha dichiarato dopo aver incontrato i manifestanti – abbiamo evitato che la protesta si prolungasse attraverso una serie di accorgimenti che vanno incontro alla necessità di tante situazioni umane di cui noi vogliamo e dobbiamo farci carico. Certamente la tendopoli è un problema per l’accoglienza. Insieme al sindaco Tripodi e ai giovani con cui abbiamo parlato,abbiamo creato un raccordo di dialogo perché i problemi possano essere affrontati con la maggiore serenità possibile».

Il sindaco di San Ferdinando ha ribadito la necessità di chiudere il campo migranti in cui in questo periodo vivono in condizioni disumane quasi 2000 persone. «Bisogna eliminare la presenza di quella tendopoli che è governata soltanto dall’anarchia. – ha detto – Ci stiamo attivando perché si apra la seconda tendopoli ma naturalmente con criteri nuovi di sorveglianza e con una nuova organizzazione che possa garantire ai migranti la sicurezza, l’igiene, un pasto caldo e un letto sicuro, cioè le condizioni minime della civiltà. Stiamo lavorando per tentare di velocizzare i tempi di realizzazione».

Il protocollo firmato lo scorso anno in Prefettura prevedeva la realizzazione in poche settimane del nuovo campo.

I tempi si sono però allungati ed è probabile che la nuova tendopoli non venga allestita prima della prossima primavera.