HomeCronacaRosarno, i Nas sequestrano lo stabilimento del suocero e del cognato di...

Rosarno, i Nas sequestrano lo stabilimento del suocero e del cognato di Giuseppina Pesce

Pubblicato il

ROSARNO – Nel corso di un servizio di controllo del territorio pianigero, finalizzato alla ricerca di soggetti latitanti riconducibili alla cosca rosarnese dei Pesce, i Carabinieri del Comando Provinciale del Noe e del Nas, insieme allo Squadrone Eliporto Cacciatori di Rosarno, hanno arrestato due uomini, Gaetano e Gianluca Palaia, padre e figlio, titolari dello stabilimento di lavorazione e commercializzazione di prodotti agrumari, la “Agrosucchicdi Palaia & C. S.n.c.”.

I due sono suocero e cognato di Giuseppina Pesce, la collaboratrice di giustizia e coimputata nel processo “All Inside”, in corso di svolgimento dinanzi al Tribunale penale di Palmi.

Gaetano Palaia risulta inoltre socio accomodatario della società “Filda di Palaia Giovanni & C. S.a.s.”, dedita alla lavorazione e trasformazione di prodotti agrumari.

I due sono ritenuti responsabili dei reati di realizzazione di una discarica abusiva in Calabria, regione in cui vige lo stato di emergenza rifiuti e di detenzione e commercio di sostanze alimentari nocive.

Dopo un sopralluogo nei due stabilimenti ed i dovuti accertamenti, entrambi gli stabilimenti venivano sequestrati per carenze igienico sanitarie.

Valore complessivo del sequestro, 1.000.000,00 di euro.

Viviana Minasi

Ultimi Articoli

Volley, l’OmiFer attende la Capitale nella bolgia del PalaSurace

Domani la squadra di mister Radici sfiderà in casa la SMI Roma

Al Teatro Gentile di Cittanova in scena Tosca d’Aquino e Giampiero Ingrassia

Il 9 febbraio appuntamento con "Amori e sapori nelle cucine del Gattopardo"

Reggio, domani la presentazione di “Guida all’Aspromonte misterioso”

Edito da Rubettino, è stato scritto da Giuseppe Battaglia e Alfonso Picone Chiodo

Commerciante derubata nel parcheggio di un centro commerciale di Taurianova: arrestato uno dei 2 responsabili

Alla vittima erano stati sottratti 500 euro in contanti, documenti ed effetti personali

‘Ndrangheta, chiuse le indagini sulla prima “locale” romana: 67 a rischio processo

A capo del gruppo criminale ci sarebbero Antonio Carzo e Vincenzo Alvaro, appartenenti a storiche famiglie di 'ndrangheta di Cosoleto