Ricercato per traffico internazionale di droga: arrestato il latitante Domenico Romeo

Il 30enne, latitante dal luglio scorso, si nascondeva in un'abitazione di Sant'Eufemia d'Aspromonte

0
805

Era ricercato dallo scorso mese di luglio, da quando aveva fatto perdere le tracce di sé appena saputo di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a suo carico, emessa dalla DDA di Genova.

La latitanza di Domenico Romeo, 40 anni, è finita domenica mattina all’alba, quando i carabinieri della Compagnia di Palmi, dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Genova e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, lo hanno raggiunto nell’abitazione di Sant’Eufemia d’Aspromonte, dove si trovava in compagnia della moglie, del figlio e di altri familiari.

I militari hanno fatto irruzione nell’abitazione dopo aver cinturato l’area attorno alla casa, per evitare che alla vista delle forze dell’ordine Romeo fuggisse; una volta aperta la porta, l’uomo non ha opposto alcuna resistenza e si è consegnato ai carabinieri.

La figura di Domenico Romeo è emersa nel corso di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Genova, denominata “Buon vento genovese”, sul traffico internazionale di cocaina proveniente perlopiù dalla Colombia e gestito – ritengono gli inquirenti – dal clan di ‘ndrangheta Alvaro di Sinopoli, a cui Domenico Romeo sarebbe affiliato.

 
Nel corso delle indagini, svolte dalla Guardia di Finanza ligure in cooperazione giudiziaria internazionale con le autorità spagnole, francesi, colombiane e statunitensi, sono stati sequestrati nel porto di Genova 368 chili di cocaina purissima, corrispondenti ad un valore di circa 100 milioni di euro, e catturati tre uomini ritenuti complici di Romeo, dopo una ricerca su scala internazionale.

L’arresto di Romeo è stato possibile grazie alla cooperazione tra diversi reparti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che hanno collaborato  nelle attività volte alla ricerca e alla cattura del latitante che si era rifugiato proprio nel territorio aspromontano storicamente controllato dall’agguerrita cosca dei “signori della montagna”, dove è stato però scovato grazie alla capillare presenza dell’Arma e alla determinante specificità dello ”Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria”, in grado di operare in difficili contesti come quello aspromontano.