Referendum costituzionale: presentato a Gioia il comitato per il no

Avviata anche la raccolta firme per il referendum contro l'italicum

comitato per il no
Toscano, Tripodi, Fascì, Pirrotta e Bagalà

GIOIA TAURO – Ieri alla Camera è iniziata la discussione per l’ultima votazione del disegno di legge costituzionale per la riforma del senato ma a Gioia Tauro la campagna referendaria è partita gia’ da qualche settimana.

Il sindaco Pedà si è schierato insieme alla parlamentare Rosanna Scopelliti sulla linea del sì alla riforma, mentre domenica mattina è stato presentato nella sala del consiglio comunale il comitato per il no, alla presenza del presidente del consiglio Santo Bagalà, dell’assessore alla Cultura Francesco Toscano, del segretario regionale del Partito comunista d’Italia Michelangelo Trpodi, di Lorenzo Fascì, referente provinciale del comitato referendario e di Domenico Pirrotta, presidente di Insieme per Gioia.

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Il comitato referendario ha avviato, insieme alla campagna informativa per bocciare la riforma, una raccolta firme per promuovere due referendum abrogativi sull’Italicum. In particolare il comitato chiede che nella nuova legge elettorale venga abolito il voto bloccato ai capolista, le candidature plurime, il premio di maggioranza e il ballottaggio senza soglia (clicca qui per saperne di più).

“Abbiamo voluto dare il la a una grande ondata di manifestazioni finalizzate a rimettere al centro il dibattito politico. Spiegheremo perchè siamo molto preoccupati dalla deriva autoritaria che queste riforme contengono”. Così l’assessore Toscano ha avviato il suo ragionamento (ascolta l’introduzione e l’intervento di Toscano) che partendo da un’attenta analisi a livello globale ha individuato la Costituzione come “una barriera che ha resistito per tanti anni ai tentativi di abbattere diritti come la difesa del welfare, il diritto alla sanità pubblica e gratuita per tutti, il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione pubblica, il diritto a ricevere una pensione dignitosa e il diritto di essere uguale agli altri nella libertà e nel voto”.

Michelangelo Tripodi (guarda l’intervento)ha definito il ddl Boschi una controriforma “perchè si torna molto indietro rispetto alle conquiste della Costituzione”. Secondo l’ex assessore regionale con le modifiche al funzionamento del Senato e con l’Italicum “si conclude il percorso politico avviato con la riforma Fornero e proseguito con il Jobs act, con la Buona scuola e con lo sblocca Italia, in cui il governo invece di agire seguendo la volontà trasparente della popolazione, diventa espressione di lobby di banchieri e di gruppi di affari”.

Lorenzo Fascì nel suo intervento (clicca qui per ascoltarlo) ha analizzato le criticità dell’Italicum e della riforma del Senato, mentre Mimmo Pirrotta (ascolta il suo intervento) ha fatto un’appassionata difesa della Costituzione, partendo dalla lettura di una parte del discorso pronunciato, nel 1955 da Piero Calamandrei, durante un ciclo di conferenze sulla Costituzione rivolte agli studenti universitari. “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, – disse Calamandrei – andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.

Il comitato ha annunciato una serie di iniziative su tutto il territorio provinciale volte a incrementare la raccolta firme contro l’Italicum e a far conoscere al maggior numero di persone possibile le ragioni del no al referendum costituzionale che si svolgerà il prossimo autunno.