Processo Petrolgate Lucano: assolta la IAM di Gioia Tauro. Condannata ENI S.p.A.

La Procura di Potenza aveva chiesto 112 anni di reclusione e 2 milioni e mezzo di pensa pecuniaria per il reato di traffico illecito di rifiuti

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Al termine di una camera di consiglio durante circa 8 ore e di un dibattimento protrattosi per oltre due anni, il Tribunale Collegiale di Potenza ha condannato la società ENI S.p.A. ed alcuni suoi importanti dirigenti. La Procura distrettuale antimafia di Potenza, competente per il reato di traffico illecito di rifiuti, aveva chiesto complessivamente 112 anni di reclusione ed oltre 2 milioni e mezzo di pena pecuniaria.
 
35 erano gli imputati e 10 le società coinvolte. Tra queste v’era anche la IAM S.p.A. di Gioia Tauro ed il suo legale rappresentante pro tempore, Giuseppe Fragomeni, difesi entrambi dall’Avvocato Andrea Alvaro del Foro di Palmi, i quali sono stati assolti dal Tribunale lucano con ampia formula di merito. Nei confronti del Fragomeni il PM aveva richiesto la condanna alla pena di quattro anni di reclusione. Per la IAM la Pubblica Accusa aveva invocato la condanna ad euro 198.000 di sanzione amministrativa nonché la confisca per equivalente di oltre 37 milioni di euro, in solido con le altre società coinvolte. Nel processo si erano costituite circa 200 parti civili.
 
Nella sua arringa l’Avvocato Alvaro aveva contestato dettagliatamente l’impostazione accusatoria, che si fondava anche su plurime conversazioni telefoniche intercettate tra i dipendenti dell’ENI. Intercettazioni che avevano consentito alla Procura distrettuale competente di ipotizzare il coinvolgimento connivente e doloso della società gioiose nel traffico illecito di rifiuti.
Il difensore ha ribaltato il dato accusatorio, offrendo elementi probatori di segno opposto che hanno convinto il giudice collegiale ad escludere il concorso della IAM e del suo legale rappresentante nell’attività delittuosa che invece è stata ritenuta a carico dell’ENI e dei suoi dirigenti e funzionari coinvolti.    
 
Il processo è scaturito da un’indagine condotta dal Noe dei Carabinieri, che nel marzo 2016 portò all’arresto di 6 funzionari Eni con l’accusa di smaltimento illecito di reflui petroliferi e sforamento delle emissioni in atmosfera al Centro Olio di Viggiano.
Il Tribunale ha condannato la compagnia petrolifera al pagamento di una sanzione amministrativa di 700mila euro ed alla confisca di circa 44,2 milioni di euro, da cui sottrarre i costi già sostenuti per l’adeguamento degli impianti.
 
Condannati per traffico illecito di rifiuti: Ruggero Gheller, già direttore del distretto meridionale Eni, (condannato a 2 anni) Enrico Trovato, Roberta Angelini, Vincenzo Lisandrelli,( 1 anno e 4 mesi)  Nicola Allegro e Bagatti Luca (anni 2), dirigenti Eni.
 
Soddisfazione per la decisione emessa dal Tribunale lucano è stata espressa dall’Avvocato Andrea Alvaro, il quale ha visto premiati gli sforzi difensivi profusi per dimostrare la piena liceità del comportamento della nota società gioiose e del suo management, a cui da anni è stata affidata la gestione dell’importante impianto di depurazione ubicato a Gioia Tauro.