Il consigliere comunale Antonio Virgillito interviene oggi con una dichiarazione pubblica per chiarire il ruolo del Comune di Palmi nella gestione del Porto di Taureana, replicando a post e commenti apparsi sui social che denunciavano criticità nell’area portuale. “È giusto che i cittadini siano informati,” scrive, “ma è altrettanto giusto ricordare – una volta per tutte – come stanno realmente le cose, anche sul piano delle responsabilità.”
Virgillito parte dal 2007, quando con una delibera la Giunta Comunale dell’epoca, ha chiesto l’ampliamento della circoscrizione del Porto di Gioia Tauro, cedendo di fatto la gestione del Porto di Taureana all’Autorità Portuale. L’obiettivo dichiarato di allora era quello di garantire una conduzione tecnica e istituzionale più stabile, con accesso facilitato ai fondi nazionali. Da quel momento, pulizia, sicurezza, concessioni e sorveglianza del porto non sono più competenza diretta del Comune, ma della “Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio”ed effettivamente l’Autorità Portuale aveva inserito in bilancio circa 8 milioni di euro per il completamento della banchina di Riva. Una parte di questi fondi sarebbe stata utilizzata per opere di tracimazione, mentre la restante parte dovrebbe servire alla realizzazione della banchina di terra annunciata per il prossimo ottobre. L’assenza di aggiornamenti ufficiali e la eccessiva dilatazione dei tempi per l’impiego dei fondi, alimenta oggi interrogativi legittimi da parte della cittadinanza e degli attori politici locali, che insistono sulla necessità di controllo e vigilanza da parte della amministrazione comunale che è comunque proprietaria del bene.
Su binario separato viaggia invece il nuovo finanziamento da 4,8 milioni di euro previsto dal PNRR per la riqualificazione del porto di Taureana e riguarda interventi distinti e non chiarisce il destino delle risorse precedenti. Si tratta di fondi destinati alla digitalizzazione della logistica e alla valorizzazione turistica della Costa Viola, ma non sostituiscono né integrano gli stanziamenti del 2007.
Virgillito, dal canto suo, giustifica l’attuale amministrazione e sostiene “non siamo rimasti inermi”: la Giunta Ranuccio ha chiesto ed ottenuto la rimozione di micro-discariche, sollecitato recinzione e videosorveglianza, e nel febbraio scorso ha approvato una mozione per chiedere ufficialmente il ritorno della gestione al Comune, rivendicando l’impegno istituzionale, e richiamando alla consapevolezza storica, “a chi oggi solleva accuse e pretende soluzioni immediate dico: prima di puntare il dito, sarebbe il caso di ricordare non solo chi ha firmato l’estromissione del Comune, ma anche gli sforzi concreti che oggi si stanno portando avanti per ridare dignità a quell’area.. Le critiche sono legittime, ma lo è anche la memoria. E lo è, soprattutto, la verità.”
Nel caso in cui la mozione approvata dal Consiglio Comunale venisse accolta e la gestione tornasse al Comune, si aprirebbe un nuovo scenario. Tuttavia, la capacità amministrativa di Palmi di gestire direttamente il porto dipenderebbe da diversi fattori: servirebbe un ufficio dedicato con competenze specifiche in materia portuale, il Comune dovrebbe garantire fondi per manutenzione, sicurezza e servizi, oppure stipulare convenzioni con enti sovracomunali, inoltre tornare alla gestione diretta potrebbe rendere più difficile l’accesso a fondi statali, a meno di una forte progettualità e di un supporto regionale.
Indipendentemente dalle competenze amministrative, il Porto di Taureana resta un’infrastruttura strategica per Palmi e per la frazione della tonnara, che merita una governance trasparente e una visione condivisa tra enti e comunità.



