Per un pomeriggio…da favola

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Palazzo San Nicola a Palmi

PALMI – Si chiama “Un pomeriggio da favola” ed è il nome dell’iniziativa che l’associazione Artemisia, insieme al comune di Palmi, ha deciso di portare avanti, in occasione del mese dedicato alla lettura.

Un progetto semplice da realizzare, che regalerà ai bambini delle scuole primarie  la possibilità di ascoltare una favola, proprio come facevano un tempo le nonne, o come si faceva a scuola.

Per due pomeriggi, nell’auditorium della Casa della Cultura, i bambini ascolteranno le favole lette dalle promotrici dell’iniziativa, e potranno commentarla, chiedere chiarimenti, spiegazioni, confrontarsi con i coetanei e con gli adulti.

«L’educazione alla lettura non può essere considerata come una competenza esclusiva dell’educazione linguistica e delle insegnanti – ha spiegato in conferenza stampa la presidente dell’associazione Artemisia, Rosaria Raco – A scuola, oggi, si legge sempre di meno, perché sono molte di più le materie insegnate, e non si trova purtroppo il tempo di far vivere ai bambini il bello della lettura delle favole».

Non si tratta però di una lettura fredda e fine a se stessa. Il progetto prevede infatti che l’attività di lettura delle favole sia accompagnata da attività parallele di animazione, lettura creativa, lavori artistici e laboratori didattici.

«La nostra proposta – ha detto ancora la Raco – va nella direzione della promozione di un tipo di cultura diverso dall’insegnamento in classe, che faccia acquisire ai bambini il piacere per la lettura ad alta voce, le necessarie capacità comunicative, una dizione migliore, una migliore articolazione delle parole».

Gli appuntamenti sono per giovedì 9 maggio e per il 23, con due gruppo di bambini delle scuole primarie che hanno aderito al progetto sposato dal comune, suddivisi in due gruppi a seconda dell’età.

«Questa iniziativa è senza ombra di dubbio una delle migliori che mi siano state presentate – ha commentato Giuseppe Saletta, assessore con delega alla pubblica istruzione – Mi ricorda le cose di un tempo, in un mondo in cui tutto si basa sulla comunicazione digitale ed informatizzata. Vorrei che fosse, oggi, solo una iniziativa sperimentale, e che domani possa essere adottata magari per tutta la durata dell’anno scolastico, perché iniziative del genere meritano la giusta attenzione».