Pedemontana, storia di una grande incompiuta

Polisena: "Che fine hanno fatto gli impegni assunti da Regione e Metrocity?"

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Aldo Polisena, portavoce del Comitato Ionio-Tirreno per la mobilità sostenibile

Se l’obiettivo della pedemontana era collegare San Pietro di Caridà a Delianuova, passando da Cinquefrondi in raccordo con la SGC Ionio Tirreno si può affermare, dopo circa quarant’anni che lo stesso è stato ampiamente fallito. L’idea di “ridurre lo spopolamento dei nostri territori e borghi favorendo lo sviluppo del territorio e il turismo montano con accesso al Parco Nazionale Aspromonte e di conseguenza generando lavoro e opportunità” non ha rispecchiato le aspettative tradite da “una classe politica che ha lasciato  al proprio destino un territorio, la Piana di Gioia Tauro, ad un destino fatto di abbandono dei luoghi, di scomparsa delle poche infrastrutture esistenti, di assoluta mancanza di una politica infrastrutturale ed in modo particolare, della mancanza di un progetto per lo sviluppo della mobilità sostenibile in quest’area”. È quanto affermato da Aldo Polisena, portavoce del Comitato Ionio-Tirreno per la mobilità sostenibile, che ha voluto rendicontare sullo stato delle cose riferendo sui diversi lotti ancora in attesa di completamento. Tratti senza finanziamento (svincolo A2-Laureana di Borrello), altri (Laureana-Anoia SP 42 Mastrologo) completati e non ancora aperti; altri ancora (il tratto Anoia SP 43) senza progettazione e finanziamento. Ed ancora, il tratto Cinquefrondi-San Giorgio Morgeto finanziato ma senza cantieri, altri (San Giorgio Morgeto-Cittanova-Taurianova) rimaneggiati ad uso e consumo di certa politica locale, ed altri (Cittanova-Lubrichi) rimasti fermi al palo e, in ultimo, il tratto Lubrichi-Delianuova addirittura inesistente. «Ebbene, la pedemontana della Piana allo stato attuale è composto da pochi tratti completati ma non utilizzati e che non sono funzionali alla mobilità della gente. Allora c’è da domandarsi che fine hanno fatto gli impegni assunti dalla Città Metropolitana e dalla stessa Regione per l’elaborazione di un progetto di massima che configurasse un’arteria veramente funzionale?».